venerdì 19 ottobre 2007

Industriali allacciati


IL CONVEGNO. All’assemblea di Adria del Consiglio regionale allargato si è parlato della successione al vertice dell’associazione

«Più Veneto in Confindustria»


Marino Smiderle
INVIATO AD ADRIA (RO)
Volteggiando sul delta del Po, Luca di Montezemolo ha visto quella che, nella sua testa, dovrebbe essere la strategia della successione. Perché soprattutto di questo si è parlato, nella riunione a porte chiuse del Consiglio regionale allargato di Confindustria. Il presidente, dall’alto del suo elicottero, ha visto questo fiume che si allarga, crea canali diversi, sembra divergere dal suo letto naturale; ma poi finisce dritto nell’Adriatico. Un po’ come Confindustria Veneto, «che devo ringraziare per presentarsi unita in questo momento importante e che merita assolutamente una rappresentanza adeguata».
Certo, il tema dell’incontro organizzato all’autodromo di Adria è proprio "Il delta del Po in equilibrio tra sviluppo e ambiente", e al presidente degli industriali di Rovigo, Antonio Costato, vanno i complimenti di tutti. Ma questo è il periodo in cui si prepara la successione e non è un caso che l’ordine di scuderia, rispettatissimo, è quello di non fare nomi. Solo dichiarazioni di principio, tipo quelle rilasciate dal presidente regionale, Andrea Riello: «Il successore di Luca di Montezemolo uscirà sì al termine di una sana competizione, ma dovrà essere capace di dare segnali di unità e rappresentare un passaggio nel segno della continuità».
Sarà un caso, ma in prima fila tra gli ospiti della tavola rotonda moderata da Cesara Buonamici, e pure in prima fila al tavolo della conferenza stampa c’è un’industriale che raggruppa in sè tanto l’unità quanto la continuità: Emma Marcegaglia. Oltre a far parte della squadra dei vice di Montezemolo, e oltre ad avere le deleghe in materia di energia, la Marcegaglia ha un titolo in più per essere qui ad Adria. «È grazie a imprenditori come i Marcegaglia - riconosce Costato - se il Delta del Po può sperare di essere rilanciato definitivamente».
Sì, perché proprio Emma Marcegaglia da tempo ha puntato, come diversificazione dal core business siderurgico di famiglia, sul turismo. «E nel 1988 - ricorda - acquistammo dal Credito Svizzero Albarella spa, che abbiamo potenziato e che adesso sta dando ottimi risultati in termini di aumenti di fatturato e di redditività. Questa era considerata l’area Cenerentola del Veneto, noi abbiamo dimostrato che può essere sviluppata nel pieno rispetto dell’ambiente».
Emma for president? No comment, ovviamente. Montezemolo fa silenziosamente il tifo per lei, anche se Bombassei pare godere attualmente dei favori del pronostico. A proposito, dov’è Bombassei? «Assente più che giustificato», precisa Riello a scanso di equivoci. E infatti la giustificazione è più che valida, visto che l’esponente di Confindustria è rimasto fino a tarda ora a palazzo Chigi per seguire l’ultimo travaglio del protocollo sul Welfare. «Ci telefonava per tenerci aggiornati», aggiunge ancora Riello.
E Montezemolo cosa pensa del risultato finale di una partita che la sinistra radicale ritiene essere stata vinta proprio da Confindustria? «Non ho capito perché siano stati necessari tutti questi incontri di tre giorni per tornare a dove si era - risponde il presidente di Confindustria -. In ogni caso ritengo questo protocollo condivisibile».
Piccolo neo della manifestazione rodigina, il forfait dei due big della politica annunciati, il ministro per il Turismo, Francesco Rutelli, e l’ex ministro leghista del Welfare, Roberto Maroni. In compenso c’era Giancarlo Galan, governatore del Veneto, che ha sottolineato gli aspetti veneti della politica sull’energia. «Ci si scordi di estrarre gas dall'Alto Adriatico. Il divieto - ha scandito Galan - fu voluto tenacemente e non verrà cambiato: ci batteremo fino in fondo perché ciò non avvenga».