martedì 30 ottobre 2007

L'astronauta parlò dallo spazio


L’EVENTO. Con l’aiuto del radioamatore e fotografo vicentino Fabio De Tomasi, i bambini vicentini si sono collegati con la navicella

Da Laghetto
allo shuttle
Voci spaziali


di Marino Smiderle

Ore 9,26, con tre minuti di ritardo sull’orario prefissato, gli alunni della scuola elementare di Laghetto ascoltano in diretta una voce che viene dallo spazio. È la voce di Paolo Nespoli che arriva dallo shuttle. «Qui tutto bene».
I bimbi non stanno più nella pelle. Da giorni Fabio De Tomasi, radioamatore e fotografo vicentino, si sta dando da fare per mettere a punto le attrezzature. Con lui ci sono pure gli amici radioamatori Nicolò Farronato, Marco Pierobon e Manuele Costantinis, tutti lì ad armeggiare su antenne e frequenze per farsi trovare pronti al momento topico. Ma il tutto non si sarebbe potuto organizzare senza la collaborazione di un altro vicentino, Gabriele Rigon, che segue la missione dello shuttle da Cape Canaveral: è amico di Nespoli e grazie all’Agenzia spaziale Italiana sta realizzando un fantastico reportage fotografico sulla missione.
Ecco, dalla radio esce un fruscio. Nulla, non si sente nulla. «Mentre siamo collegati - spiega De Tomasi ai ragazzi - l’astronave si trova a 400 chilometri dalla terra e sta viaggiando a una velocità di circa 120.000 km all’ora». Sì, insomma, è normale che non si senta alla perfezione. E invece, passano tre minuti dalle 9,23, orario indicato per il collegamento, ed ecco che si sente distintamente la voce del comandante dello shuttle Discovery, che nel caso specifico è Pamela Melroy, che parla ovviamente in inglese. «Siamo molto orgogliosi del vostro Paolo Nespoli - dice rispondendo alle domande che arrivano dagli studenti di un istituto tecnico De Ambrosis-Natta di Sestri Levante - e da queste missioni emerge tutto il clima di collaborazione che c’è tra tutti noi».
Ok, sotto con le domande. La palla passa a Nespoli, che tranquillizza tutti: «Parlate pure in italiano, che ora rispondo io».
Perché hai deciso di intraprendere questo viaggio? «È un’idea e un sogno che ho avuto da bambino - risponde - e che ho deciso di seguire. Adesso è diventato la mia carriera e auguro anche a voi di trovare un’attività che cominciate a fare perché vi piace e di farla diventare un lavoro».
E cosa si prova quando ti sparano in cielo? «È una sensazione fisica molto forte. Poi si arriva nello spazio e tutto si calma e si comincia a cadere. Si prova una sensazione di caduta libera nella quale tutto galleggia. All’inizio è davvero strano, non è una sensazione molto simpatica, ma poi ci si abitua. È molto bello e spero che voi possiate provare in futuro un’esperienza simile».
E la terra, come la vedi la terra da lassù? «È una grande emozione e vista da qui è davvero grandissima, peccato che non sia ancora riuscito a vedere l’Italia: tutto il Sud dell’Europa ha detto è stato coperto dalle nuvole».
E che si fa mentre si gira attorno alla terra? «C’è tantissimo lavoro da fare sulla Stazione spaziale internazionale (Iss), ma mi diverto moltissimo. Fare l’astronauta per me è una passione che è diventata un lavoro. Auguro anche a voi di trovare un lavoro che vi appassioni. Abbiamo pochissimo tempo libero e anche pochissimo spazio per gli esperimenti».
Sono cinque quelli previsti nella missione e Nespoli ha già cominciato a seguirli. «È importante che ci sia attenzione allo spazio da parte delle scuole - aggiunge - e non appena la Stazione spaziale internazionale sarà completata diventerà un grande laboratorio a disposizione di tutti per una decina di anni».
E i cinquant’anni dello Sputnik sono stati festeggiati adeguatamente. «C’è stato poco tempo per celebrare i 50 anni del volo dello Sputnik. Esperia è stata la prima missione umana partita dopo l’anniversario del 4 ottobre scorso. Siamo costantemente in attività e non abbiamo molto tempo libero, come detto, ma abbiamo ricordato i 50 anni dello spazio con commozione. In 50 anni si sono fatti passi da gigante e c’è ancora tanto da fare: per esempio, dobbiamo tornare sulla Luna e andare su Marte, che ci stanno sicuramente aspettando».
La linea cade, sono passati 9 minuti. «In circa 96 minuti fa il giro della terra e ritorna sopra l’Italia». spiega De Tomasi. E domani nuovo collegamento, sempre dalla scuola primaria dei Laghi.