martedì 16 ottobre 2007

Mastellate vicentine

LA VISITA. Il ministro della Giustizia e l’on. Mauro Fabris sono stati ieri ospiti di Assindustria Vicenza. Sul tappeto diverse questioni di scottante attualità

«Macché micro, è solo criminalità»
di Marino Smiderle

«Glielo consegnassero a Berlusconi questo volantino». Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, accompagnato dal fido Mauro Fabris, luogotenente vicentino, oltre che capogruppo alla Camera dell’Udeur, ha appena dribblato il tavolino di protesta organizzato dagli esponenti vicentini della Lega Nord, capitanati dal sen. Paolo Franco. Ce l’hanno con l’indulto, i leghisti, e con il conseguente aumento, a loro dire, dei reati commessi a nel Vicentino. «Volevo ricordare a quei leghisti che proprio qui a Vicenza hanno offerto una torta a Berlusconi per il suo compleanno - reagisce puntuto il ministro - che quello sull’indulto è un provvedimento di iniziativa parlamentare, non è frutto dell’attività del governo. E a votarlo sono stati pure Berlusconi e Forza Italia, oltre che An. Dunque...».
Argomento scottante, quello della criminalità, anche tra i padroni di casa che ospitano il ministro a palazzo Bonin Longare, quegli industriali vicentini che, a più riprese, hanno sempre messo l’indice sul tema sicurezza quale punto debole di una delle province più sviluppate d’Italia. Mastella non si tira indietro, «anche se - puntualizza - dovete parlare più col ministro dell’Interno che con il sottoscritto, se vi riferite alla richiesta di una maggiore presenza di forze dell’ordine da queste parti. In ogni caso, per parte mia porterò nel prossimo consiglio dei ministri una proposta tesa ad annullare la differenza, puramente sociologica, tra micro e macrocriminalità: per me sempre di criminalità si tratta, e proporrò di cominciare a far scontare la pena già dopo la condanna di primo grado per quei reati più odiosi che derubrichiamo come microcriminalità, ma che la gente paga sulla propria pelle».
Ovvio che quando si parla di giustizia, al ministro si chieda soprattutto di por mano al portafoglio, magari per costruire nuovi tribunali o nuove carceri, anche se nel frattempo l’indulto ha eliminato il sovraffollamento di quelle vecchie. «Sono passato davanti al tribunale in costruzione di Vicenza - osserva - e mi pare che questo sia un segno tangibile di quello che stiamo facendo per questa zona d’Italia. Magari non sarà sufficiente, ma è pur sempre qualcosa di importante».
Già che c’è, forte della consulenza decisiva di Fabris, Mastella sfiora ancora l’argomento Dal Molin. «Credo si possa dire che la proposta di Fabris di spostare a ovest la base fosse quella più sensata - afferma il ministro - e l’orientamento del commissario del governo, Paolo Costa, mi sembra sia partito proprio da questo suggerimento. Quanto alle lamentele dei vicentini di fronte alla manifestazione organizzata dai noglobal proprio a ridosso delle festività natalizie, vorrei che Vicenza potesse fare come noi faremo in occasione del prossimo G8: terremo gli incontri alla Maddalena, proprio per rendere la vita difficile gli estremisti. Col Dal Molin Vicenza deve pagare il dazio di essere diventata un punto di raccolta di manifestanti di ogni zona d’Italia. E questa è un’ingiustizia per chi vive e lavora da queste parti».
Chiusura più politica, con inevitabile riferimento al neonato partito democratico. «Tanti auguri - dice Mastella - ma noi stiamo fuori. Per conto mio unisce due parti politiche che ritengo troppo diverse. Valuteremo le ipotesi di alleanza. Anche se ritengo che sia arrivato il momento di fare qualcosa per il grande centro». E chi vuol capire, capisca.

LA PROTESTA. Il sen. Franco e altri esponenti berici della Lega Nord contro il ministro

«Chi ha promosso la legge sull’indulto deve dimettersi»

Il sen. Paolo Franco fa srotolare lo striscione prima che calino le tenebre. "Delinquenti premiati, cittadini esasperati". Definirla gazzarra è decisamente esagerato, visto che i leghisti vicentini, qualche decina, quasi tutti esponenti istituzionali, se ne stanno in fila dietro il manifesto, gridando qualche slogan, senza impensierire minimamente i poliziotti.
«Noi siamo venuti qui - spiega Franco - per chiedere a Mastella che se ne vada. E che con lui se ne vada l’intero governo. Noi vicentini lo vediamo tutti i giorni, lo sperimentiamo sulla nostra pelle: la legge sull’indulto ha rimesso in libertà criminali che sono tornati a delinquere. Abbiamo scritto in un volantino i nomi dei parlamentari veneti che hanno votato per quella legge e sotto ci abbiamo scritto l’unica parola che può riassumere questa iniziativa: vergogna».
Ce n’è una bella lista di Forza Italia e dell’Udc, partiti che stanno dalla stessa parte della Lega nord. Pazienza. Per la Lega chi ha votato per l’indulto va messo all’indice. «La cronaca - conclude Franco - ci dà purtroppo ragione».