sabato 20 ottobre 2007

Progetti siderali

TRASPORTI. La compagnia aerea di Torri di Quartesolo nella cordata di Baldassarre

MyAir su Alitalia
«Noi ci proviamo»


Marino Smiderle
TORRI DI QUARTESOLO
Baldassarre e i suoi re magi, titolava simpaticamente ieri il settimanale Il Mondo. E uno di questi re magi sarebbe niente meno che Carlo Bernini, nella sua funzione di presidente di MyAir, la compagnia aerea che ha sede a Torri di Quartesolo. Antonio Baldassarre, per chi non se lo ricordasse, è l’ex presidente della Corte Costituzionale, diventato però famoso grazie al suo turbolento passaggio alla guida della Rai. Oggetto di comune interesse tra Baldassarre e Bernini è niente meno che l’Alitalia, compagnia in fase di decomposizione e per questo messa in vendita dallo stato che ne detiene il controllo.
Dedurre che MyAir vuole comprarsi Alitalia è ovviamente eccessivo. Ma Baldassarre è a capo di un gruppo eterogeneo di aspiranti acquirenti, a cominciare dall’imprenditore africano Leonard Kabungulu Kanyamwa «che si è detto pronto a spendere fino a 600 milioni di euro per acquistare una piccola compagnia italiana di nome Unifly: fatte le dovute verifiche - ha rivelato Baldassarre - abbiamo pensato di andare oltre creando un grande progetto intorno al rilancio dell’Alitalia».
Gli africani in questione si sono riuniti in Safna, società a cui sono stati conferiti 6 miliardi di euro e i diritti sulle principali rotte del continente nero, e hanno contribuito (partecipazione al 23,8 per cento) alla realizzazione della newco fondata per dare l’assalto ad Alitalia. A questa società MyAir partecipa col 5 per cento del capitale ma il suo ruolo è meno marginale di quello che la matematica lascerebbe supporre, anche perché per partecipare all’asta occorre avere tra le proprie fila un partner industriale, che nel caso specifico è proprio MyAir.
«Effettivamente - conferma Carlo Bernini, presidente della compagnia aerea vicentina - MyAir ha deciso di dare il suo apporto alla cordata condotta dal prof. Baldassarre per l’acquisizione del gruppo Alitalia. Abbiamo ovviamente la piena consapevolezza del limite delle nostre dimensioni e quindi del nostro apporto ma, in considerazione del fatto che si tratta di una cordata a maggioranza italiana con obiettivo non speculativo bensì di investimento per il risanamento e il rilancio di Alitalia, con aspetti interessanti e promettenti di originalità, senza conflitti di interesse nè disegni di colonizzazione, il cda di MyAir ha deciso di partecipare».
Secondo quanto dichiarato da Baldassarre, qualora l’affare andasse in porto, il gruppo sarebbe già pronto a investire un miliardo, «di cui 800 milioni destinati al rilancio della compagnia, ma in totale possiamo contare su almeno 1,5 miliardi».
«Riteniamo, sempre nei nostri limiti, di poter apportare una esperienza utile sul piano strategico ed operativo - aggiunge Bernini - particolarmente nel nostro segmento. Abbiamo provveduto, in questa circostanza, ad assicurarci una cospicua integrazione della nostra flotta, almeno altri 30 aeromobili, nella prospettiva di un successo di questo progetto e abbiamo incontrato la piena disponibilità dell’industria e della finanza».
Negli ultimi tempi MyAir ha avuto qualche problemino con la clientela per via di ritardi e malintesi. Ma i conti sono in ordine, i ricavi in aumento e la voglia di fare il gran salto c’è. Attualmente la compagnia ha uno staff di 250 dipendenti, e una flotta composta da 6 Airbus A320, 4 Bombardier CRJ 900 e un Saab. Entro il 2012 arriveranno altri 15 Bombardier. E, magari, pure l’Alitalia.