L’ASSEMBLEA. I soci di Aeroporti Vicentini hanno approvato il bilancio in rosso di 631 mila euro. Assente Assindustria
Aeroporto al bivio decisivo
«O si chiude, o si rilancia»
di Marino Smiderle
I soci che c’erano hanno approvato all’unanimità. E siccome c’erano anche Camera di commercio, Aim, Comune e Provincia di Vicenza, sufficienti a superare l’80 per cento del capitale, anche il rosso previsto per il 2007 (la perdita è di 631 mila) troverà la sua copertura. All’assemblea di ieri di Aeroporti Vicentini mancava, tra gli altri, l’Associazione Industriali, che nelle scorse settimane aveva fortemente criticato la gestione della società e che ha quindi preferito chiamarsi fuori da ulteriori rifinanziamenti ritenuti inopportuni.
Per Giuseppe Sbalchiero, presidente della società che gestisce lo scalo civile del Dal Molin, si è trattata però di un’assemblea interlocutoria. «Il mio operato è stato approvato da tutti i soci presenti - afferma - ma per ora abbiamo stabilito soltanto di chiudere l’esercizio in corso. Per capire quale sarà il futuro di Aeroporti Vicentini occorrerà aspettare l’esito dell’incontro fissato per domani (oggi, ndr) con il commissario straordinario Paolo Costa. Prima di ragionare sull strategie future, i soci devono sapere quali sono le intenzioni del governo. Se deciderà di investire e di metterci a disposizione un aeroporto in grado di funzionare, come auspichiamo, allora potremmo pensare a un rilancio. In caso contrario, occorrerà prenderne atto e chiudere tutto».
I più preoccupati, al momento, sono quelli dell’Aeroclub, che devono subire la riduzione d’orario (e la chiusura della struttura nei week end) applicata dall’Aeronautica militare per il personale di servizio in torre di controllo. Il presidente, Antonio Bonotto, ha lanciato il suo grido di dolore, avvertendo che a pagare lo scotto maggiore per questa immobilità sono proprio quelli dell’Aeroclub, impossibilitati a sfruttare gli aerei a disposizione e a rientrare quindi degli investimenti effettuati (leggi gli aerei acquistati in leasing).
Sul fronte fallimento, invece, va segnalato l’accordo raggiunto con Gsa (Gruppo servizi associati) il fornitore udinese del servizio antincendio che aveva presentato istanza di fallimento in tribunale a fronte di mancati pagamenti per oltre 300 mila euro. Parte del debito è già stato estinto in seguito agli ultimi versamenti effettuati da alcuni soci (vedi Aim) e le due parti hanno raggiunto un’intesa su un piano di rientro che, al momento, allontana l’ipotesi estrema.
Tappata in qualche modo l’emergenza operativa, la prossima partita diventa cruciale per il futuro. L’assemblea di Aeroporti Vicentini è stata infatti aggiornata alla metà del prossimo mese di gennaio. Il bivio è chiaro: ci sono davvero l’intenzione e la possibilità che Costa e il governo diano il via libero al nuovo Dal Molin, con conseguenti ingenti investimenti ulteriori? O si sceglierà di chiudere baracca e burattini, risparmiando così decine di milioni di euro ma precludendo una politica di sviluppo aeroportuale che, per la verità, non è mai decollata?
In realtà, potrebbe diventare d’attualità una terza possibilità, quella che prevede il trasferimento della società a Thiene, con relativo allungamento della pista di Rozzampia. Il collocamento strategico del "nuovo" aeroporto ha diversi fan (Cicero in testa) ma anche molti contrari. Si vedrà.
