PORTAFOGLIO
Quest’uomo
fa riesplodere
il net-business
di Marino Smiderle
E così quella bolla non era proprio una bolla. Sì, d’accordo, l’entusiasmo dei neofiti aveva trasformato le società della net-economy in multinazionali della rete prima ancora di uscire dal garage dei genietti della Silicon Valley, ma sul fatto che internet sarebbe diventato il grimaldello delle economie del nuovo millennio oggi non ci possono essere più dubbi. E, col senno di poi, si può dire che i pionieri ci avevano visto giusto, sia pure con un anticipo dannoso per i risparmiatori. Dannoso perché tra la fine degli anni 90 e l’inizio del nuovo millennio furono in molti i signori Rossi a rimetterci la ghirba. Ora, il fatto che Bill Gates metta sul piatto quasi cinquanta miliardi di dollari per andarsi a comprare Yahoo! e per andare così a mettere in discussione il primato di Google dimostra che le internet-stocks hanno riacceso i motori. E che i signori Rossi scottati qualche anno fa potrebbero tornare sul mercato e rifarsi delle perdite pregresse.
I PRECEDENTI
Ve la ricordate Tiscali? Quando venne quotata in Borsa, alla fine degli anni 90, ci fu una follia collettiva. Le azioni della società internettiana sarda guadagnarono il mille per cento in pochi mesi, raggiungendo quotazioni che non stavano né in cielo, né in terra: stavano nella ionosfera dell’immaginazione. Ci fu un momento in cui la capitalizzazione di Tiscali arrivò a superare quella della Fiat, con la differenza che negli stabilimenti della Fiat, pur in crisi, qualcosa c’era, mentre la Tiscali non aveva neanche stabilimenti: la Borsa aveva capitalizzato le idee. Capitò anche con tante altre società, meno strutturate di Tiscali ma con qualche "net" nel nome. I risparmiatori di italiani comprarono a piene mani, a prezzi elevatissimi, rischiando di rompersi l’osso del collo. Osso che, puntualmente, si ruppe quando queste società sfornarono i primi risultati deludenti rispetto alle attese. Quegli utili non potevano reggere certe quotazioni e, quando la moda svanì, probabilmente quando i guru della net-economy avevano già venduto le proprie azioni pompate da analisi eccessivamente ottimistiche, si scatenò la tempesta.
IL RITORNO
Bill Gates, padre padrone di Microsoft, ha annunciato che tra sei mesi si ritirerà a gestire le attività benefiche. Prima, però, ha voluto togliersi lo sfizio di sbarellare i mercati. Già nei mesi scorsi aveva proposto a Yahoo! un accordo di collaborazione, un’alleanza capace di far fronte all’avanzata inarrestabile di Google. La risposta non è mai arrivata e così, da capitalista di razza, Gates ha fatto l’unica cosa che un compratore deve fare in un mercato che funziona: ha messo i soldi sul piatto. Tanti soldi, quasi 50 miliardi di dollari, perché il business della pubblicità in internet sta diventando sempre più appetibile. Con un decennio di ritardo, dunque, le previsioni dei geni della Silicon Valley si stanno avverando. L’operazione di Bill Gates, oltre a fare gli interessi di Microsoft, ha il merito di dare un messaggio di speranza ai mercati ingolfati dai mutui subprime e di scatenare una nuova opportunità per i risparmiatori che non disdegnano di puntare sulle Borse.
LE CONSEGUENZE
Dopo l’annuncio dell’opa di Microsoft su Yahoo!, tutti i titoli legati in qualche modo alla rete e al business della pubblicità online, sono scheggiati verso l’alto. Partendo dall’Italia, con Fastweb che ha guadagnato il 4,29 per cento, a 22,13 euro, Tiscali su del 5,14 per cento a 1,45 euro e Seat Pagine Gialle in progresso del 5 per cento a 0,23 euro. Ma in Italia c’è poca roba rispetto al mare magnum che potrebbe agitarsi a Wall Street, dove Time Warner, che controlla Aol, è salita del 2,42 per cento a 16,07 dollari, dove eBay, leader delle aste online, è decollata a 28,81 dollari, con una performance giornaliera del 7,14 per cento. Il punto è che questo nuovo possibile affare tra Microsoft e Yahoo! potrebbe dare il via a una serie di operazioni incrociate tra mondo dei media e mondo di internet capaci di rompere definitivamente il diaframma che ancora separa media tradizionali e le opportunità della rete. At&t, per esempio, potrebbe rilevare Aol oppure accorrere in aiuto di Yahoo!, con quel che ne consegue in materia di quotazioni. Il punto è, comunque, che gli investitori di Borsa farebbero bene a tener d’occhio tutte le azioni che riguardano media e internet. Il guadagno futuro passa da lì.
