venerdì 29 febbraio 2008

La Mela emozionante


INCONTRI. STASERA L’AUTORE A VALDAGNO

Le emozioni Apple
che fabbricano sogni
di Marino Smiderle


L’orgoglio di essere una minoranza elitaria, un’avanguardia estetico-pratica dell’informatica. È questo che fa del popolo di Apple un fenomeno da studiare, da discutere, a partire da un dato che sembrerebbe confutare quest’aura di meraviglia che circonda il mondo creato da Steve Jobs: «Secondo una ricerca pubblicata nell’ottobre 2007 da Altroconsumo, i clienti di Apple che utilizzano un Mac da scrivania sono circa il 3 per cento di tutto il mercato italiano e quelli che usano un laptop con la mela sono l’1,5 per cento».
Lo scrive Antonio Dini nell’introduzione al suo Emozioni Apple, fabbricare sogni nel XXI secolo (edizioni Il Sole 24 Ore), il libro che lo stesso autore presenterà stasera alle 20,30 a palazzo Festari, a Valdagno, nell’ambito del ciclo di incontri promosso da Martini Drapelli Network.
Dunque, a dispetto dei numeri, la Mela non è già stata mangiata da Windows. Anzi, Windows c’è solo perché c’è stata la Mela. Il segreto di Apple, e dei primi computer Macintosh, a partire dal 1984, anno orwelliano echeggiato dai primi spot, è quello di aver trasformato i clienti in fan, gli utilizzatori in utenti esclusivi. Primo motivo: la facilità d’uso del prodotto; secondo motivo, l’impossibilità di farne a meno una volta catturati dal sorrisino che accende il computer.
Ovvio, di strada da allora Apple ne ha fatta parecchia, ha resistito al dominio commerciale del sistema Microsoft (che per avere successo ha dovuto "copiare" le invenzioni dell’azienda di Cupertino) e si è trasformata in una società geniale in grado di unire l’indubbia potenza tecnologica all’incredibile capacità di cambiare lo stile di vita di un’intera generazione. Parole grosse? Basta dire iPod, e ci siamo capiti. Dini ha riassunto bene il concetto nel titolo: fabbricare sogni nel XXI secolo. Perché l’arido mercato, in fondo, vive di sogni.