giovedì 28 febbraio 2008

Strigliate aeree

Verso il voto. L’ex sindaco vorrebbe maggior decisione nella scelta dei candidati ma il governatore si arrabbia

Hüllweck impaziente col Pdl?
E Galan lo striglia al cellulare

Marino Smiderle
inviato a BRUXELLES
Il vocione di Giancarlo Galan spaventa la hostess che sta al bancone della Brussels Airlines. «Il signore è troppo agitato, non può salire a bordo dell’aereo. Lei lo conosce?». «Tranquilla, non c’è problema, una normale discussione», la rassicura l’on. Lia Sartori. Intorno gli altri viaggiatori osservano e, soprattutto, ascoltano l’animata conversazione telefonica del governatore del Veneto. Chi sta all’altro capo del telefono non se la passa benissimo. Dire che è una lavata di capo è dire poco. Strigliata forse è un termine più appropriato, ma non rende ancora l’idea. «Guarda che questa è una squadra, non ti permettere di fare uscite del genere che fai del male al partito e a te stesso».
Questa è la traduzione libera, e mondata dagli aggettivi, come dire, coloriti pronunciati in un momento di tensione. La domanda è: chi è quel disgraziato che si prende la mega strigliata dal governatore? Risposta: il sindaco, anzi, l’ex sindaco di Vicenza, Enrico Hüllweck, reo di aver mostrato pubblicamente impazienza e insofferenza di fronte all’incertezza del Pdl nell’indicare il candidato per palazzo Trissino.
Si facesse i cavoli propri, deve aver pensato Galan, che non ha mancato di farlo sapere a Hüllweck. Già, peccato che Hüllweck stia aspettando, con per nulla celata ansia, di conoscere quale sarà il suo destino nella lista che il Pdl sta preparando per Roma, destinazione Camera o Senato. L’ansia dell’ex primo cittadino sta tutta nella scelta che farà l’on. Lia Sartori: correrà per fare il sindaco di Vicenza o traslocherà da Bruxelles a Roma?
È questo il rovello che angustia il centrodestra vicentino e che urta la suscettibilità di Galan. La presentazione della mostra su Palladio (un successo) può essere considerata un po’ l’addio in grande stile dell’on. Sartori alla sua esperienza politica europea. Qualcuno pensava che approfittasse di questa visibilissima occasione per annunciare le proprie intenzioni e invece si è presa ancora qualche giorno. Ma allora, Vicenza o Roma?
Il termine ultimo sarebbe il 9 marzo. «Ma credo che tra un paio di giorni tutto sarà risolto», sostiene Galan un paio d’ore dopo la sfuriata al guastatore Hüllweck. L’interessata ha sempre detto che non sarà una scelta solo sua: «Valuteremo insieme a Giancarlo e poi decideremo».
Il punto è che il governatore è combattuto. Da un lato vorrebbe far contare di più il Veneto (e pure il Vicentino) a Roma e, accanto all’assessore Gava, Galan vedrebbe benissimo la Sartori con un incarico di governo, diciamo un sottosegretariato importante. Dall’altra parte un sindaco di Vicenza in grande sintonia con la Regione aiuterebbe molto.
Se i politici vicentini che hanno partecipato alla missione palladiana di Bruxelles fossero dei bookmaker, la Sartori candidato sindaco non la quoterebbero neppure, visto che la danno per certa. Attilio Schneck, presidente leghista della Provincia, pensa che sia la soluzione più ovvia per il centrodestra e, sotto sotto, archivia con soddisfazione il fatto che, in caso di vittoria, a palazzo Trissino e a palazzo Nievo ci sarebbero due thienesi. Non che questo deponga a favore della classe politica cittadina, ma tant’è, i tempi sono questi.
Quel che è certo è che i programmi della Sartori sono un po’ complicati dalla probabile vittoria di Achille Variati alle primarie del centrosinistra vicentino che, contrariamente al new deal veltroniano, marcia in compagnia della sinistra radicale con buone entrature nel movimento No Dal Molin. Il problema, anzi i problemi sono che al centrodestra c’è un Cicero accreditato di un 4-5 per cento, un Udc che non si sa bene da che parte starà e un Pdl in fase di gestazione: insomma, la vittoria è meno certa di quel che si possa pensare. Per questo la Sartori medita.