FIERA. Ieri il presidente si è incontrato con Irene Gemmo
«La strategia
regionale è quella giusta»
di Marino Smiderle
Ieri, poco dopo mezzogiorno, c’è stato un colloquio che potrebbe portare a una rivoluzione copernicana per la Fiera di Vicenza e, più in generale, per il sistema fiere del Veneto. Condizionale d’obbligo, visto che siamo solo all’aperitivo. Ma il drink che ieri hanno presso assieme Dino Menarin, presidente della Fiera di Vicenza, e Irene Gemmo, presidente di Veneto Sviluppo, potrebbe preludere a un pranzo nuziale mica da ridere. E, poiché nel diritto societario la poligamia è non solo ammessa ma pure incentivata, alla cerimonia futura potrebbero partecipare tutte le fiere della regione, con Veneto Sviluppo quale garante di un coordinamento strategico fin qui rimasto nel libro dei sogni.
Fuor di metafora, Menarin e Gemmo hanno parlato del possibile ingresso di Veneto Sviluppo nel capitale di Fiera di Vicenza. Ed entrambi hanno convenuto che l’interesse è reciproco e che se ne riparlerà. «Di qui a dire che è tutto fatto ce ne corre - frena Menarin - però abbiamo discusso del nostro piano industriale e lo abbiamo confrontato con la strategia di coordinamento perseguita da Veneto Sviluppo. Stiamo valutando da tempo la possibilità di far entrare nel capitale altri soci, in una logica di frequenti contatti con le Fiere di Verona e Venezia, e la proposta di Irene Gemmo è per noi molto interessante».
Messa così, l’affare sembrerebbe in dirittura d’arrivo. «Non dimentichiamoci - osserva Menarin - che stiamo parlando di una spa con capitale pubblico. E, quindi, ogni operazione deve seguire un iter molto preciso che deve rispettare le regole ferree previste dalla normativa. Da parte nostra abbiamo convenuto che l’idea di sfruttare Venezia quale vetrina importante per alcune manifestazioni legate all’oro e al lusso potrebbe sviluppata in maniera integrata a livello regionale».
Si sa che nelle scorse settimane la società di consulenza e revisione Kpmg ha valutato la Fiera di Vicenza e, fatti i conti del caso, ha stabilito che vale 30 milioni di euro. Da qui si dovrà partire per stabilire quanto dovrà versare un aspirante socio. «Con Veneto Sviluppo - sostiene Menarin - non abbiamo parlato di percentuali e di valori. Ci siamo limitati a convenire che un disegno strategico regionale potrebbe permettere di raggiungere obiettivi che le singole fiere, da sole, non potrebbero nemmeno avvicinare. Si tratta di coordinare le manifestazioni, evitando doppioni. Vicenza e Verona, da questo punto di vista, hanno già fatto molto».
«Siamo stati sorpresi
ma non spiazzati»
Questa candidatura non ci voleva. Menarin non lo dice ma, un po’, lo pensa. Il punto è che il piano industriale di Fiera Vicenza, approvato dal consiglio di amministrazione, stava per essere attuato, con grande personalità, dal direttore generale, Maurizio Castro. Ultima novità in ordine di apparizione, About J, la manifestazione di alta gamma la cui prima edizione si è tenuta la settimana scorsa a Milano ed è stata accolta con grande curiosità e forte interesse. Già, peccato che all’ultimo giro nella compilazione delle liste elettorale, lo stesso Castro abbia trovato un posticino d’oro (nel senso di elezione sicura, non di fiera dell’oro) nelle file del Pdl, lasciando Menarin e la Fiera di Vicenza in mezzo al guado.
«Beh, nei primi giorni successivi all’annuncio - ammette Menarin - c’è stato un po’, come dire, di disorientamento. Poi però è prevalso il buon senso e, già nella riunione del cda prevista per la settimana prossima, discuteremo del futuro e valuteremo quale persona, interna o esterna, potrà prendere le redini della direzione».
«Quello che non cambia di sicuro - prosegue Menarin - è il programma scelto dal consiglio di amministrazione».
Un programma fatto di specializzazione, e la specializzazione si chiama oro e lusso. Sono questi i binari che, nelle intenzioni dei soci pubblici, dovrebbero portare al definitivo rilancio dell’ente. In questo contesto si inserisce la nuova prospettiva di integrazione regionale, volta a unire le forze con le altre realtà fieristiche del Veneto. Certo, l’addio di Castro non è stato un regalo molto gradito. «Un tradimento? No, stiamo parlando di un professionista che può fare le scelte che vuole».
