SOLDI & FAMIGLIE. Le ricette di Intesa Sanpaolo per ridurre l’importo delle rate mensili
Mutui sempre pesanti
«Ma alleggerirli si può»
di Marino Smiderle
I tassi d’interesse continuano a salire e le rate del mutuo si mangiano percentuali sempre maggiori di stipendi, va da sè, sempre più magri. Non è che le banche, in questo contesto, godano di grande popolarità. «Eppure posso assicurare - attacca Franco Dall’Armellina, direttore area Veneto ovest del gruppo Intesa Sanpaolo - che la mia banca ha appena lanciato un programma che ha l’obiettivo di andare incontro alle esigenze dei clienti».
Alla banca agnellino non crede nessuno, ma che effettivamente non sia suo interesse trovarsi pacchi di rate non pagate e, quindi, finire in tribunale con migliaia di immobili all’asta, è una verità assodata.
Il gruppo Intesa Sanpaolo, che affonda le sue radici nella storica Banca Cattolica del Veneto e che negli ultimi anni, a giudizio della clientela, si era un po’ allontanata dal territorio d’origine per diventare, dopo mille fusioni, la banca più grande d’Italia, sta facendo un pochino marcia indietro. Che, tradotto, significa suddivisione organizzativa in tante banche del territorio, con Dall’Armellina, per esempio, che adesso è diventato una sorta di direttore generale, con i relativi poteri decisionali, dell’area compresa nelle province di Vicenza, Verona e Belluno, con propaggini anche a Trento e Bolzano.
Tornando ai mutui, è vero che aumentano le sofferenze, che la gente fa sempre più fatica a pagare? «È vero - risponde il dirigente di Intesa Sanpaolo - ma occorre ricordare che negli ultimi anni la massa dei mutui è aumentata moltissimo. E quindi occorre ragionare sulla base del rapporto tra sofferenze e stock. In provincia di Vicenza siamo all’1,3 per cento, un livello fisiologico e per nulla preoccupante».
Già, non sarà preoccupante per la banca, ma i nuclei familiari vicentini che si dimostrano pagatori responsabili, in realtà per non lasciare insoluti devono stringere la cinghia per arrivare alla fine del mese. «Ne siamo consapevoli - assicura Dall’Armellina - e per questo siamo stati la prima banca che, da un lato ha proposto una serie di modifiche ai contratti di mutuo esistente, e dall’altro ha avviato seriamente una politica di portabilità del mutuo senza applicare la minima spesa».
Cambiare le condizioni del mutuo vuol dire, in pratica, riuscire ad abbattere la rata mensile, destinata altrimenti a salire per via del meccanismo di indicizzazione cui sono agganciati i mutui a tasso variabile, o dilazionare il pagamento di qualche rata senza penalità aggiuntive.
Un risultato che si ottiene in tanti modi. «Su tutti i mutui erogati dal 1° gennaio 2008 - spiega il direttore di Intesa Sanpaolo - è possibile sospendere il pagamento delle rate fino a tre volte e ogni volta fino a sei mesi. Per tutti i titolari di mutuo a tasso variabile, invece, è possibile rinegoziare gratuitamente la durata del finanziamento e allungarla fino a un massimo di 40 anni».
Fino a questo momento sono 1.540 i clienti del gruppo Intesa Sanpaolo che in Veneto hanno usufruito della possibilità di cambiare le condizioni. Ma è sulla portabilità che Dall’Armellina insiste. Nell’ottica delle banca, questa si chiama politica commerciale particolarmente aggressiva.
«Noi abbiamo messo in pratica veramente la politica di liberalizzazioni del ministro Bersani - commenta Dall’Armellina - e siamo la prima banca che non applica alcuna spesa, neanche di tipo notarile, per coloro che ci trasferiscono il mutuo da altra banca».
