
IL TRAMPOLINO DELLA SETAF. Il generale lascerà la Ederle, riceverà la terza stella e andrà a comandare un’importante struttura in Iraq
Helmick raggiunge Petraeus
di Marino Smiderle
Vicenza, città a stelle e strisce. Più stelle, per la verità, se si parla dei generali americani che hanno avuto la ventura di passare parte della propria carriera alla caserma Ederle, oggi più che mai trampolino di lancio per la scalata ai vertici dell’esercito dello zio Sam. Vedi per esempio Frank Helmick, il comandante della Setaf durante questi ultimi due anni di grana-Dal Molin, che proprio in questi giorni è stato nominato per la terza stella, con conseguente trasferimento in Iraq, dove diventerà il responsabile del Multi-National Security Transition Command, una sorta di raccordo operativo tra militari Usa e autorità irachene. Per la cronaca, il suo posto alla Setaf sarà preso dal generale di brigata William "Burke" Garrett III, che recentemente ha ricoperto la carica di vicedirettore delle operazioni presso il Comando militare nazionale, stato maggiore interforze, a Washington, D.C.
A Baghdad Helmick ritroverà l’amico e collega (più alto in grado e con una stella in più) generale David Petraeus, comandante supremo delle forze armate americane in Iraq. Il quale iniziò la sua luminosa carriera proprio a Vicenza, alla caserma Ederle, dove venne assegnato al 509° Battaglione aviotrasportato alla metà degli anni 70. Proprio ieri, in un’intervista a Repubblica, Petraeus mostrava di ricordare con grande nostalgia quel suo primo incarico: «Vicenza è il posto più bello a cui sono stato assegnato: se potessi darei via due stelle di generale per tornarci».
Se non è una dichiarazione d’amore, poco ci manca. E forse per l’invidia provata per Helmick, ha chiesto, e ottenuto, che il generale texano tornasse alle sue dipendenze proponendo per lui un incarico della massima importanza in Iraq, legato alla ricostruzione del Paese e al progressivo trasferimento in mani irachene per quel che riguarda la gestione del futuro.
Un altro illustre ufficiale dell’esercito americano passato per Vicenza è John Abizaid, diventato un generale a quattro stelle nel luglio 2003, quando venne nominato comandante dell’Us Centcom, con responsabilità per le operazioni militari in corso nelle 25 nazioni comprese tra il Corno D’Africa e l’Asia Centrale. Abizaid divenne famoso nell’83, quando saltò giù da un elicottero a Granada e ordinò a uno dei suoi Rangers di prendere un bulldozer e di usarlo come un tank, scena poi ripresa in un film di Clint Eastwood.
Per Helmick si tratta di un ritorno in Iraq. E di un ritorno pure nel ruolo di vice-Petraeus. Nel 2003, infatti, l’attuale comandante delle forze armate Usa in Iraq era il responsabile della 101a Divisione aviotrasportata, con Helmick suo vice diretto. E fu proprio Helmick a condurre, a Mosul, una delle operazioni belliche destinate a rimanere nei libri di storia. Nel luglio 2003 l’ex comandante della Setaf coordinò l’assalto al fortino in cui si erano asserragliati Uday e Qusay Hussein, i due figli del rais. Assalto che si trasformò in battaglia sanguinosa e che si concluse con la morte dei due iracheni.
Da quel momento il legame tra i due generali americani divenne indissolubile. Tra l’altro, i due sono noti nell’ambiente militare americano per sfidare in qualsiasi competizione atletica e ginnica chiunque gli capiti a tiro. Finora non ne hanno persa una, anche se non si hanno notizie di un’eventuale partita Petraeus vs Helmick. Tra qualche settimana, quando il senato statunitense avrà approvato (è solo una formalità) la promozione del texano, avranno occasione di vedere chi riesce a fare più flessioni o chi corre più veloce, nella green zone di Baghdad.
Il ruolo di grande responsabilità che andrà a ricoprire Helmick è stato negli anni scorsi svolto dallo stesso Petraeus, prima della sua promozione a comandante generale in Iraq.
Questi grandi cambiamenti all’interno della catena di comando dei militari Usa arriva in un momento simbolico per il paese. Dall’inizio della operazione Iraqi Freedom sono diventati quattromila i soldati americani caduti in una guerra che sta influenzando in maniera pesante la campagna elettorale per le presidenziali. Da quando c’è Petraeus, però, tutti riconoscono che la situazione è migliorata, complice anche una strategia volta al dialogo con le fazioni prima in lotta tra di loro. E c’è qualcuno che ha ipotizzato una prossima discesa in campo di Petraeus in politica, come prossimo vicepresidente. L’interessato nega decisamente. Qualora dovesse cambiare idea, non avrebbe però dubbi nell’indicare il nome del sostituto: Frank Helmick, of course.
