IMPRESE/1. Annunciato ieri in Assindustria il cambio al vertice della storica azienda del settore sportswear
Nuova cura e nuovo ad
per il rilancio della Belfe
Marino Smiderle
VICENZA
La fama e la tradizione non fanno utili e così Belfe, storico marchio di Marostica (ora però la sede è a Molina di Malo) con quasi 80 anni di storia nel particolare settore che potremmo definire Fashion & Sport, deve affidarsi a un nuovo amministratore delegato per cercare di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2009. L’azionista di controllo della società, Medinvest, stavolta ha affidato ad Alfredo Cionti, 44 anni, milanese, il non semplice compito di centrare l’obiettivo.
Ed è stato proprio Cionti a presentarsi e a presentare il programma di rilancio di Belfe. Lo ha fatto ieri mattina a palazzo Bonin Longare, sede di Assindustria Vicenza. Una sede istituzionale scelta non a caso. «Noi vogliamo dialogare fin da subito con le istituzioni del territorio - ha esordito Cionti - perché noi contiamo molto su questi rapporti, che vogliamo rafforzare, per portare avanti il progetto che, sono convinto, si concluderà con un rilancio definitivo di Belfe».
Non sono stati anni facili per l’azienda nota per aver contribuito, con i propri prodotti, alla storica missione sul K2. «Cinque anni fa - ha ricordato Cionti - Medinvest ha preso in mano la Belfe. In quel momento la società perdeva circa 15 milioni ed è stato approntato un piano per raggiungere il pareggio entro il 2009. Ci stiamo arrivando ma un attento lavoro di riassetto non potrà purtroppo prescindere da una nuova ristrutturazione, un serio approfondimento strategico e, soprattutto, una radicale cambio nella modalità operativa. Solo così si potrà garantire all’azienda un significativo cambio di rotta».
Traduzione obbligatoria: gli 80 dipendenti che hanno resistito alle ultime, radicali, ristrutturazioni, dovranno affrontare un altro periodo di lacrime e sangue.
Ma l’impatto del nuovo amministratore delegato con i sindacati è stato positivo. Pochi giorni dopo la nomina, Cionti ha chiesto e ottenuto un incontro immediato con i rappresentanti sindacali, spiegando loro le sue intenzioni e lasciando trasparire l’entusiasmo. «Io non riesco a capire - ha detto - come un marchio storico come Belfe sia così indietro».
Si riparte da un gruppo che ha ceduto il marchio Post Card e che punterà tutto su Belfe . «I risultati arriveranno - ha concluso Cionti - e spero di avere dalla mia parte un territorio che deve essere orgoglioso di questa azienda».
A convincere Alfredo Cionti ad accettare l’incarico di amministratore delegato di Belfe è stato l’azionista di riferimento. Sì, perché Medinvest è una garanzia, un nome molto conosciuto nella comunità finanziaria. Opera investendo in partecipazioni (Belfe, per esempio) e nei servizi finanziari. Attualmente in portafoglio ci sono 7 partecipazioni: Belfe, Jolanda de Colò, Between, Net Real Estate, Atlantica Capital Special Situations, Prestitalia e Twice Sim.
La società è retta da un consiglio di sorveglianza, presieduto da Rodolfo Bogni, già Ceo di Ubs-Sbs. L’azionariato è composto da investitori istituzionali, gruppi finanziari e industriali di livello internazionale, oltre che da istituzioni accademiche e imprenditori di rilievo, e comprende, tra gli altri, Ubi Banca, Camuzzi, Allianz, Università Bocconi e Vittoria Assicurazioni.
Per quanto riguarda Cionti, è stato, a 29 anni, amministratore delegato di Messaggerie Musicali, prima di passare, nel ’94, alla guida di un’azienda di abbigliamento di Carpi. È qui che sfrutta al meglio il contratto di licenza di Avirex e nel 2001, dopo essere stato eletto, nel ’98, imprenditore dell’anno, fonda la Avirex spa di Milano, che riceve la licenza del marchio per tutta l’Europa.
«Ho sempre lavorato partendo da aziende in difficoltà», ha detto ieri in Assindustria. Per questo non lo spaventa il compito di dover traghettare la Belfe in acque tranquille.
«Questo è un marchio storico e sarà più agevole imporsi sul mercato. E tra poco presenteremo il piano industriale»
