IMPRESE. Il progetto di rilancio dell’azienda di Montecchio conosce un’accelerazione con il cambio di proprietà
I Dolcetta tornano
in sella alla Ceccato
Marino Smiderle
MONTECCHIO MAGGIORE
La Ceccato torna a casa. o meglio, la casa si riprende la Ceccato. La famiglia Dolcetta, versante Carlo Dolcetta per essere precisi, ha raggiunto l’accordo con la famiglia Pugno Vanoni e ha riacquistato il controllo totale dell’azienda.
Tecnicamente l’operazione è avvenuta attraverso la cessione del ramo di azienda relativo all’attività di produzione e alla distribuzione di impianti di autolavaggio con marchi Ceccato e Daerg, di impianti di lavaggio speciali per treni e veicoli industriali, nonché l'attività di erogazione di servizi di manutenzione sui medesimi. Il tutto a favore di una società per azioni di nuova costituzione riconducibile alla famiglia di Carlo Dolcetta e che, a breve, prenderà la denominazione originaria di Ceccato spa. Agli azionisti di riferimento precedenti resterà la gestione del patrimonio immobiliare».
Prima della definizione di questo accorso, i Dolcetta detenevano il 15 per cento del capitale della società di Montecchio Maggiore, mentre il restante 85 per cento era nelle mani dei Pugno Vanoni.
All’inizio dell’anno la Ceccato era stata interessata da un piano di rilancio che prevedeva, tra le altre cose, innovazione del prodotto, flessibilità produttiva, efficienza dei processi interni.
Il piano aveva come obbiettivo quello di riportare a una posizione di leadership l’azienda che da oltre 50 anni produce impianti di lavaggio di mezzi, portali, tunnel, piste self service per veicoli di tutti i tipi.
«Ceccato è un marchio che non ha bisogno di essere pubblicizzato - spiega Sergio Vinci, il nuovo direttore generale - avendo già il 40 per cento della quota del mercato italiano ed essendo tra i primi quattro produttori europei. Piuttosto noi spingeremo sui nuovi prodotti, in particolare sull’impianto per l’autolavaggio senza i tradizionali spazzoloni e ad acqua pressurizzata».
Ad oggi i principali mercati europei e mondiali rappresentano circa il 50% del volume d'affari di Ceccato, pari a circa 60 milioni di euro, operando con società controllate in Brasile, Germania e Polonia, con circa 300 dipendenti. «La società continuerà ad operare nell'ambito di un progetto di ulteriore crescita - si legge nella nota diffusa ieri - e di miglioramento delle performance economiche e finanziarie sostenute da un ridisegno della struttura organizzativa e da un suo rafforzamento tramite l'ingresso di nuove figure manageriali».
