lunedì 19 maggio 2008

Marrakech express


CONVENTION IN MAROCCO. Gronchi e Sorato “fotografano” la banca e guardano avanti

E la Popolare di Vicenza
entra in via dell’Oreficeria

Marino Smiderle
inviato a MARRAKECH
Il sole e il vento si accaniscono sulla Jemaa el Fna, la piazza di Marrakech, e la folla variopinta che la anima ascolta la preghiera del muezzin diffusa dagli altoparlanti della moschea Koutoubia. Il tè alla menta che esce dalla teiera d’argento aggiunge il sapore a una città che ti sconvolge tutti i sensi. Una città in fermento, vivace, come il suo suk pieno di botteghe che aiuta a capire perché il Marocco sia considerata la patria del mercanteggiare. Non sarebbe male vedere Divo Gronchi e Samuele Sorato, consigliere delegato e direttore generale della Banca Popolare di Vicenza, mentre contrattano un fido a un artigiano di Marrakech: l’esito della partita sarebbe molto incerto. Ma la banca di via Framarin non è in Marocco per fare affari. No, la Bpvi è qui per tenere la sua annuale convention e per rivelare le linee guida per il futuro.
E, per non farsi mancare niente, proprio in questi giorni ha annunciato ufficialmente l’acquisto da Unicredit del 76,26 per cento del capitale di Irfis, la società di mediocredito della Sicilia, per 35 milioni di euro. «L’intenzione - rivela Gronchi - è sfruttare questo istituto per tutto il gruppo Bpvi, almeno per quel che riguarda le operazioni di finanziamento legate a leggi regionali. Per le operazioni di medio-lungo termine ordinarie, invece, l’area di riferimento resterà quella di Banca Nuova, e dunque da Roma in giù».
Samuele Sorato tiene a sottolineare come, dall’avvento della nuova struttura dirigenziale, sia stata avviata la politica di consolidamento di un istituto che è arrivato a detenere, a livello di gruppo, 628 filiali. «È stata rivista la struttura organizzativa - spiega il direttore generale - e tra le modifiche più importanti c’è da rimarcare il passaggio del Private sotto la Direzione Finanza, mentre anche per quel che riguarda i Crediti sono state delegate gran parte delle funzioni di valutazione e deliberazione alle singole aree, questo per velocizzare al massimo i tempi di risposta alla clientela. In più stiamo accelerando sulla multicanalità, che vuol dire internet banking, ma anche mobile-banking, e cioè lo sfruttamento del cellulare come strumento di pagamento».
In questo primo scorcio di 2008 i conti stanno andando bene, «anche se - precisa Gronchi - la pesante situazione dei mercati borsistici ha ridotto il numero delle operazioni e, quindi, anche le commissioni di intermediazione per la Bpvi. Tuttavia dal margine di intermediazione giungono segnali incoraggianti, tali da poter dire che, anche per quel che riguarda la sola gestione caratteristica, i numeri di quest’anno saranno migliori di quelli del 2007. E, oltre alla gestione corrente, quest’anno avremo la plusvalenza derivante dalla cessione di Linea».
Oltre alle considerazioni sulle prospettive del bilancio, a Marrakech si è parlato anche delle prospettive di Bpvi negli snodi economico-istituzionali di Vicenza e, in particolare, nella Fiera. «Eravamo soci di Vicenza Fiera International - ricorda Sorato - e la sua prossima incorporazione in Fiera di Vicenza ci darà circa uno 0,4-0,5 per cento di partecipazione diretta». «Noi teniamo al nostro ruolo di banca del territorio - aggiunge Gronchi - e perciò guardiamo con interesse al futuro evolversi della situazione in Fiera. Se ci sarà un piano di sviluppo futuro, valuteremo un nostro maggiore impegno. Ma, al momento, non ci sono ipotesi concrete sul tappeto». Di concreto, a livello di sistema bancario italiano, ci sono state negli ultimi giorni le randellate dell’Antitrust nei confronti degli istituti anche non hanno ancora applicato correttamente il principio della trasferibilità dei mutui presente nella legge Bersani. «Nelle nostre filiali - dice Gronchi - ora tutto è pronto. Resta il fatto che non è stato facile interpretare la legge Bersani. Quanto al ministro Tremonti che vuole tassare di più le banche, noi siamo pronti ad affrontare la situazione di emergenza dei conti pubblici, ma vorrei non si dimenticasse che non partiamo da situazioni di privilegio e che, anzi, già adesso paghiamo più imposte di altre tipologie di imprese».