IMPRESE. L’azienda di Arcugnano (gruppo El. En.) ha un brevetto esclusivo nel settore delle apparecchiature medicali
Dall’Hilterapia dell’Asa
il laser che guarisce Totti
Marino Smiderle
ARCUGNANO
Non occorre essere una multinazionale per fare di innovazione e ricerca i motori dello sviluppo economico di un’azienda. Basta avere una buona idea, una discreta dose di coraggio mista a un pizzico di incoscienza e la voglia di guardare avanti pensando in grande. Capita così che una realtà come l’Asa di Arcugnano, gioiellino di poco più di 4 milioni di euro di fatturato, diventi titolare esclusiva di un brevetto di laserterapia, in campo medico, e lo trasformi in un business senza confini. Roba che adesso ti puoi imbattere in Francesco Totti mentre si cura con un aggeggio spaziale in grado di farlo rientrare da un infortunio in tempi da record, o in Valentino Rossi che si infila nella clinica mobile del MotoGp per lasciarsi irradiare dai raggi miracolosi sputati da una macchinetta made in Arcugnano.
Non capita tutto dalla sera alla mattina, ovviamente. Dietro c’è una storia sufficientemente lunga, 25 anni per essere precisi, che comincia con l’intenzione di due amici, Roberto Marchesini e Lucio Zaghetto, di passare dal campo medicale a quello industriale, trasportando le conoscenze teoriche nel campo della laserterapia e della magnetoterapia.
«Sì, festeggiamo quest’anno il nostro 25° anniversario - spiega Marchesini, direttore generale di Asa - e devo dire che di strada ne abbiamo fatta parecchia. La svolta, però, è arrivata nel 2003, quando decidemmo di entrare a far parte del gruppo fiorentino El. En. Da quel momento in poi abbiamo sviluppato in particolare il brevetto della Hilterapia, ad impulsi laser, i cui prodotti ottengono dagli Stati Uniti l'approvazione Fda».
Il succo del business è: produrre apparecchiature in grado di curare col laser. Detta così, pare grossolana, ma dietro ci sono anni e anni di ricerca, accordi con le università e collaborazione con i più importanti professori del settore. Dai libri alle macchine, il passo non è breve e l’innovazione è continua.
L’ingresso nel gruppo El.En, quotato alla Borsa di Milano è costato, se così si può dire, la cessione della maggioranza azionaria ai nuovi soci. «La compagine azionaria di Asa - rivela Marchesini - vede al 60 per cento El.En e al 40 per cento i soci fondatori, cioè il sottoscritto e Zaghetto. El.En. era uno dei nostri principali fornitori e, attraverso questo rapporto, ha conosciuto e apprezzato il nostro lavoro fino a proporci l’ingresso nel gruppo con la condizione di rimanere nel board e portare avanti il business ordinario puntando molto sulla Hilterapia».
Così è stato. Dai 3,2 milioni di euro di fatturato del 2005 si è passati ai 4,2 del 2007, con un intermezzo di 4,6 milioni del 2006, un picco dovuto però a una commessa eccezionale proveniente da Cuba.
Attualmente Asa impiega 23 dipendenti, quasi tutti laureati, oltre a una ricercatrice distaccata all’Università di Firenze. «Perché noi dipendiamo dalla ricerca - assicura Marchesini - e senza le conoscenze attinte dal mondo dell’università noi non avremmo potuto realizzare gli strumenti che ora ci chiedono le cliniche e i centri di riabilitazione». Totti, intanto, è già guarito.
