FORMAZIONE. L’associazione entra come socio sostenitore della Fondazione studi universitari di Vicenza
Confindustria
investe di più
nell’università
Marino Smiderle
VICENZA
Ogni promessa è debito. E il debito in questione sarà riscosso dalla Fondazione Universitari di Vicenza al ritmo di 120 mila euro l’anno, per i prossimi tre anni. Con l’intenzione, ovviamente, di prorogare a tempo indeterminato la partecipazione. È questa, forse, la prima decisione "forte" griffata Roberto Zuccato, a pochi mesi dal suo debutto alla presidenza di palazzo Bonin Longare. Confindustria Vicenza socio sostenitore dell’Università, ecco la traduzione in pratica delle linee programmatiche sviscerate nel corso dell’assemblea privata che vedevano la formazione al primo posto della lista.
«Sono orgoglioso di annunciare questa decisione - ha detto ieri Zuccato presentando il progetto a palazzo Bonin Longare - perché è un’iniziativa in cui credo molto. Non è solo un impegno di carattere economico, il nostro. Abbiamo invece l’intenzione di diventare sostenitori attivi e di partecipare così alle scelte d’indirizzo di quella che riteniamo essere una delle istituzioni più importanti per il futuro dell’economia, e non solo dell’economia, della provincia di Vicenza».
A Silvio Fortuna, presidente della Fondazione Studi Universitari di Vicenza, non può che far piacere questa scelta di campo. Per ricordare il parterre de roi che tiene le redini della Fsu, si deve cominciare dai soci fondatori (Comune, Provincia e Camera di commercio di Vicenza) e ora aggiungere, nell’elenco dei soci sostenitori, alla Popolare di Vicenza il contributo di Confindustria. «Sono lieto - ha affermato Fortuna - che Confindustria abbia capito subito la differenza tra finanziare questo o quel corso di laurea e il partecipare alla fase creativa e alla filosofia che stanno alla base della gestione dell’istituto. In questo modo abbiamo sfatato due luoghi comuni falsi, smentendo chi sosteneva che il Vicentino non aveva bisogno di alta formazione e che le piccole e medie aziende non hanno bisogno di laureati. Con 3.300 iscritti ai corsi universitari e col 50 per cento dei laureati impiegato nelle pmi vicentine, mi pare non ci siano più dubbi di sorta sull’utilità e sull’efficacia della nostra università».
Espressione di Confindustria nel consiglio della Fsu sarà Paolo Bastianello, componente del direttivo e della giunta nazionali, oltre che del board Education, presieduta da Gianfelice Rocca, di viale dell’Astronomia. «Credo molto nell’università - ha spiegato - come cittadino e come genitore, prima ancor anche come imprenditore. E mi preoccupa un po’ che la metà degli iscritti alle prime 50 università del mondo siano cinesi. Vuol dire che anche loro hanno capito che gli investimenti più importanti si fanno sulle persone, sulle teste. La ricchezza di noi italiani è data dal nostro modo di vivere, quello che viene riassunto nel concetto di made in Italy. Il punto è che dobbiamo creare un volano continuo tra la realtà delle pmi e quella delle università. È in questo collegamento che dobbiamo investire ed è in questo senso che va considerato e apprezzato l’investimento di Confindustria Vicenza».
Giuseppe Zigliotto, delegato da Zuccato a seguire i temi dell’Education e già consigliere della Fsu di Vicenza in rappresentanza della Popolare di Vicenza, conta molto su questo progetto. E aggiunge già un suo personale desiderio: lo sviluppo di un corso di laurea legato al design applicato al prodotto. «Oltre all’indirizzo internazionale dell’Economia, oltre alla Meccatronica e a ingegneria gestionale - ha detto Zigliotto - sarebbe lungimirante cominciare a pensare qualcosa legato al design, un settore vasto dove si potrebbe trovare una nicchia tutta vicentina».
Il laboratorio di idee è attivato e, come hanno spiegato i direttori di Fsu e di Conifndustria, Carlo Terrin e Lorenzo Maggio, si tratta ora di rendere sempre più efficaci i collegamenti tra pmi e università. In attesa, tra 6-7 mesi, di inaugurare la nuova sede di viale Margherita.
