venerdì 18 luglio 2008

Le solite mattonate

COSTRUZIONI. Presentati i risultati dell’8° Rapporto congiunturale del settore in Veneto. Nel 2007 ci sono stati investimenti per 2,38 miliardi di euro

Meno mattoni a Vicenza
Ma il calo si ferma al 2%

Marino Smiderle
VICENZA
Non si poteva pensare che Vicenza fosse un’isola felice. E quindi, spulciando l’8° Rapporto congiunturale sulle costruzioni in Veneto, commissionato al Cresme dalle Casse edili artigiane regionali (Ceva e Ceav), non c’è da rimanere particolarmente impressionati dai segni meno che caratterizzano l’andamento del mercato provinciale. Altro è l’interpretazione prospettica dei dati in questione, vale a dire la visione pessimistica o ottimistica che gli operatori danno in ottica futura. Perché, se da un lato c’è chi dice che questi cedimenti sono solo i primi passi di una slavina che si abbatterà sulle quotazioni trascinando anche Vicenza e l’Italia in una crisi settoriale già ben presente in Spagna, oltre che negli Stati Uniti, culla dei subprime, dall’altro lato c’è chi vede nei segni meno un’occasione per cambiare registro e concentrarsi nei fattori che ancora tirano sul mercato.
Ne hanno parlato a palazzo Specchi, sede della Cna vicentina, in occasione della presentazione del Rapporto sull’edilizia da parte del coordinatore Federico Della Puppa, il presidente della Cna Vicenza, Silvano Scandian, il presidente provinciale di Cna costruzioni, Marcello Splendore, e l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Vicenza, Ennio Tosetto (vedi articolo a fianco).
Ma sono i numeri, più delle parole, a far capire come sta il mattone a Vicenza. Anche perché, giova ricordarlo, stiamo parlando di un settore molto importante anche sul fronte dell’occupazione e dell’imprenditoria, considerato che il totale degli addetti arriva a quota 28.871, tra dipendenti e indipendenti, un valore in diminuzione rispetto all’anno precedente. Le imprese attive sono invece 11.685, di cui 9.875 artigiane (dato in crescita). Perché la caratteristica di questo settore è quella di essere il regno delle microimprese, molte delle quali individuali, con i pro e i contro che tutto questo comporta.
Dal punto di vista finanziario, bisogna partire dal fatto che «il mercato delle costruzioni - come ha ricordato Della Puppa - in provincia di Vicenza nel 2007 ha fatto segnare investimenti per 2.383 milioni di euro, dei quali il 58,5% destinati ad attività di edilizia residenziale, il 35% nel non residenziale e il 6,5% per investimenti in opere del genio civile».
Spostandoci dal lato delle previsioni, il Rapporto del Cresme prevede che il 2008 si chiuderà con un rallentamento del 2,1 per cento sul totale degli investimenti, che si avvertirà soprattutto sul nuovo residenziale (-7%) e sul nuovo non residenziale pubblico (-8,4%).
«Le abitazioni ultimate - ha proseguito Della Puppa - sono state 6.485, con una diminuzione del 3,4% sull'anno precedente. I fabbricati ammontano a 934 per un totale di poco meno di 3 milioni di metri cubi di nuova edificazione. Dal punto di vista del non residenziale sono stati ultimati 211 fabbricati per quasi 1,6 milioni di metri cubi, con una diminuzione soprattutto nel numero dei fabbricati. Anche in questo caso si evidenzia dunque una modificazione delle tipologie e un aumento delle superfici medie per fabbricato».
Le previsioni per il 2008, come detto, indicano una diminuzione contenuta degli investimenti al netto dell'inflazione, ma con una diminuzione sensibile nella nuova costruzione (-4,4%) e una debole crescita (+1,0%) del mercato del rinnovo.
Se poi confrontiamo Vicenza con le altre province del Veneto, scopriamo che come giro d’affari sono nettamente davanti, nell’ordine, Treviso, Venezia, Padova e Verona. Quanto alle previsioni per il 2008, Treviso guida anche le cadute (-7,5 per cento), mentre Venezia e Verona tengono, con Padova che cede solo dell’1,1 per cento.