sabato 5 luglio 2008

Ristrutturate, qualcosa resterà

EDILIZIA. Il mercato del mattone segna il passo e gli ultimi dati diffusi dall’Agenzia delle Entrate lo confermano

Vicenza prima in Veneto
per le ristrutturazioni

Marino Smiderle
VICENZA
Sul fronte delle ruistrutturazioni edilizie, per Vicenza c’è una notizia buona e una cattiva. La notizia buona è che nei mesi di marzo e aprile è balzata in testa, a livello regionale, nella classifica delle comunicazioni di inizio lavori; la notizia cattiva è che, confrontando i dati dei primi 4 mesi del 2008 con quelli del 2007, si registra un calo del 15,7 per cento.
È un segnale significativo della crisi, ancora non accentuata, che sta attraversando il mercato del mattone. A livello regionale, il calo di comunicazioni avvio lavori supera il 20 per cento. Se invece si sposta l’analisi a livello nazionale, nel bimestre marzo-aprile 2008 l'Agenzia delle Entrate ha registrato un incremento su base nazionale di 64.351 comunicazioni di inizio lavori inviate dai contribuenti di tutta Italia al Centro Operativo di Pescara, per usufruire della detrazione fiscale del 36 per cento della spesa sostenuta per ristrutturazione edilizia.
«Il Veneto mantiene sempre il terzo posto assoluto a livello nazionale - spiegano alla Direzione del Veneto dell’Agenzia delle Entrate - con 6.867 comunicazioni spedite - 3.163 in marzo e 3.704 in aprile - preceduto dalla Lombardia e dall'Emilia Romagna. Si rileva un decremento di circa il 23 per cento rispetto ad analogo periodo del 2007 (8.901 comunicazioni)».
Al di là delle considerazioni climatiche («L’ultimo è stato un inverno rigido») fatte dall’Agenzia delle Entrate, il vento della crisi lo si percepisce proprio da questo calo delle ristrutturazioni.
L’ultima finanziaria ha prorogato fino al 31 dicembre 2010 la detrazione del 36 per cento per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, lasciando immutato il limite di spesa di 48.000 euro riferito all'immobile oggetto dell'intervento.
Sono agevolazioni importanti, che però si scontrano con la congiuntura negativa.