domenica 26 ottobre 2008

Chi sfida la crisi

IMPRESE. Inaugurato ieri il nuovo stabilimento dell’azienda di Torri di Quartesolo che produce stampi progressivi e minuteria metallica

La Galvanin investe 12 mln
e sfida la crisi


Marino Smiderle
TORRI DI QUARTESOLO
Scendi dall’auto con ancora nelle orecchie i notiziari di Borsa che intonano il de profundis della recessione e ti trovi davanti una famiglia di imprenditori che investe 12 milioni di euro in questo futuro dipinto a tinte fosche. Ma chi ha ragione? Il mercato finanziario che brucia miliardi di carta o il piccolo imprenditore che investe e ingrandisce la propria azienda? Monica Galvanin, presidente della Galvanin Luigi spa di Torri di Quartesolo, non ha dubbi: «Ho ragione io - dice - perché questa perché questa è una crisi che, in realtà, era già esplosa un paio di anni fa. Ora assistiamo alle deflagrazioni finanziarie ma io sono convinta che questo sia il momento più indicato per investire».
Quella di ieri è stata una giornata speciale per l’azienda di Torri. I fratelli Monica e Nicola Galvanin hanno aperto le porte del nuovo stabilimento di via Longare a imprenditori e istituzioni. E, in ossequio al ruolo istituzionale ricoperto dalla stessa Monica Galvanin, che è presidente regionale di Confapi Veneto, nel cuore della fabbrica è stato pure tenuto un convegno, con l’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, il presidente nazionale di Confapi, Paolo Grassi, e il prof. Paolo Bariani, dell’Università di Padova.
Questa è un’impresa nata 40 anni fa come società metalmeccanica per diventare una delle più dinamiche realtà nella produzione di stampi progressivi, minuteria metallica e, più in genere, quello che ha a che fare con la fornitura di servizi tecnici industriali. Due numeri, tanto per dare un’idea: il fatturato del 2007 si è chiuso a quota 26 milioni di euro, con una crescita del 40 per cento rispetto all’anno precedente. Quello di quest’anno, invece, raggiungerà quota 28 milioni. Il tutto tenendo conto che ci sono circa 110 dipendenti, in crescita del 40 per cento nell’ultimo biennio.
«In pochi anni - osserva Monica Galvanin - ci siamo posizionati a un livello di terziario avanzato, con clienti del calibro di Philips, Askoll e Borgwarner. Ma la caratteristica che ci contraddistingue è la ricerca continua, assicurata da una struttura come GalvaninLab, che abbiamo avviato in concomitanza con il trasferimento dell’azienda in questa nuova sede».
La domanda sorge spontanea: chi ha tirato fuori i 12 milioni di euro necessari per far fronte a questo investimento? I tempi sono quelli che sono e le banche, piuttosto che tirarli fuori, i soldi li tirano dentro. «Noi abbiamo esposto il nostro progetto a quattro banche - rivela Monica Galvanin -. Quelle italiane ci hanno fatto un sacco di problemi mentre Fortis (il gruppo belga recentemente soccorso dai governi di Belgio e Olanda, ndr) l’ha condiviso subito e ci ha dato i finanziamenti e la fiducia».
Non è tutto. Il programma della Luigi Galvanin spa prevede, entro il 2010-2011, anche la quotazione in Borsa. Chi glielo fa fare, in questo momento di debacle dei mercati azionari? «A Nord Est abbiamo un’avversione istintiva all’ingresso di nuovi soci nel capitale delle nostre aziende - risponde la Galvanin - ma io credo che sia una mentalità sbagliata. Dobbiamo cercare di svilupparci e per farlo abbiamo bisogno di tutti. Non è il momento? Io credo invece che questo sia il momento più indicato».
La tormenta sui mercati globali prosegue. Torri, evidentemente è un mondo a parte.