mercoledì 19 novembre 2008

W il Natale consumistico

ASSOCIAZIONI. Sergio Rebecca è stato riconfermato alla presidenza della Confcommercio di Vicenza

«Il Natale dirà
se la crisi può essere vinta»

Marino Smiderle
VICENZA
La dittatura democratica di Confcommercio Vicenza prosegue all’insegna di Sergio Rebecca. Dopo 14 anni di regno incontrastato, ieri il Consiglio dell’associazione lo ha rieletto presidente all’unanimità. Ci sarebbe di che festeggiare ma l’interessato ha ben altri pensieri. «Certo, questo consenso mi dà una grande soddisfazione - attacca Rebecca - ma non posso dimenticare che arriva nel momento più difficile per l’economia.
La crisi finanziaria globale si è estesa al settore reale e il commercio rischia di subire forti contraccolpi. Ecco perché il compito che mi attende non sarà per niente facile».
Sì, Rebecca questo mandato proprio mentre infuriano i venti della recessione globale. Dal suo osservatorio privilegiato di vicepresidente nazionale di Confcommercio, ha già avuto modo di indicare quelli che, a suo avviso, sarebbero gli interventi necessari per alleviare le pene dei colleghi. «Vorrei ricordare - prosegue - che sta per iniziare quella che per noi commercianti è la stagione più importante. Dovesse andar male, per la categoria sarebbe un disastro. Per questo il governo dovrebbe prendere, anzi, dovrebbe aver già preso, una decisione in grado di dare un po’ di potere di acquisto in più alle famiglie, e mi riferisco alla detassazione delle tredicesime. Se non si fa qualcosa per rilanciare un pochino i consumi, rischiamo davvero il tracollo».
Se questo è un suggerimento che vale a livello nazionale, Rebecca è consapevole che anche in chiave vicentina occorre fare qualcosa. Intanto Confcommercio, oltre al presidente, ha provveduto a nominare due vicepresidenti (il vicario Rino Filippin e Paolo Chiarello), oltre ad altri quattro membri di giunta (Luis Cogo, Antonio Cristofani, Umberto Maset e Mario Noale) per mettere insieme una squadra in grado di navigare nei mari in tempesta dei vari settori dell’economia. E poi Rebecca ha già indicato quali sono i tasti da premere nelle sale della politica regionale e provinciale.
«Staremo bene attenti - spiega - a quelle che saranno le decisioni della Regione circa la nuova legge sul commercio e, in particolare, sulla possibilità di dare o meno il via libera a nuove grandi strutture di vendita o outlet. Allo stesso modo, a livello provinciale, faremo attenzione sul pieno rispetto, da parte dei Comuni, dei criteri indicati dal Ptcp, vale a dire sulla necessità di un concreto coordinamento tra le realtà locali sulle decisioni urbanistico-commerciali».
Il punto è, però, che la buriana rischia di mettere in ginocchio anche un’economia fino a ieri sana e robusta come quella vicentina. «È vero - osserva Rebecca - noi non siamo esenti dalla crisi, ce ne accorgiamo quotidianamente. Eppure posso dire che il sistema vicentino, nonostante tutto, sta tenendo. Magari con le unghie, ma riusciamo a rimanere aggrappati all'ancora e a non farci portare via dal vento. Questa grazie all’economia mista, alla rete di pmi che riescono a tenere botta. Noi qui non siamo inclini al catastrofismo: piuttosto ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo di darci da fare».
Negli ultimi anni, però, a Vicenza le categorie economiche non si sono distinte per unità d’intenti. La lunga querelle sulla Camera di commercio, per esempio, ha finito col paralizzare le iniziative comuni, rischiando di pregiudicare il futuro economico e progettuale della città. «Credo che la soluzione Mincato - afferma Rebecca - abbia finito col chiudere quel capitolo. Il quadro istituzionale si è ricomposto e, dopo tanto, si è tornati a parlare di infrastrutture. Mi pare che l’idea di insistere sul proseguimento verso nord della Valdastico sia il biglietto da visita più significativo del nuovo presidente della Camera di commercio».
Ed è anche grazie a questa ritrovata unità d’intenti che Vicenza, dopo il tempo perduto in sterili battaglie di retrovia, potrà tornare a puntare su due punti che Confcommercio ritiene cruciali per il futuro.
«Il primo è la formazione - conclude Rebecca - perché è sulle risorse umane che si basa il rilancio. E poi, per parlare di un comparto che negli ultimi tempi è stato un po’ troppo trascurato, non dimenticherei il turismo, che io ritengo essere una delle più interessanti opportunità in ambito provinciale. La crisi non la battiamo da soli e, come ho detto, servono provvedimenti eccezionali del governo. Tuttavia, per parte nostra, anche da Vicenza dobbiamo saper dare delle risposte immediate».