domenica 22 marzo 2009

Consigli per la ripresa

LA RICETTA. Presentata l’iniziativa che la Banca Popolare di Vicenza ha studiato con commercialisti e associazioni di categoria per fare consulenza alle pmi

Bpvi dà 50 milioni di consigli
Il progetto “Impresa 2009” offre finanziamenti a tasso agevolato per predisporre i piani industriali del futuro

Marino Smiderle
VICENZA
La Banca Popolare di Vicenza il credito ce l’ha messo, eccome. Due miliardi di incremento solo per la capogruppo, tanto per cominciare, non sono bruscolini. «E nei primi due mesi di quest’anno abbiamo già sforato il budget», rivela il direttore generale, Samuele Sorato. Ma alle pmi vicentine serviva dell’altro. «È capitato spesso - continua Sorato - che al momento di presentare un piano industriale o un budget, le piccole imprese si dimostrassero carenti, impreparate. Per questo la Popolare di Vicenza ha pensato di proporre a tutte le associazioni di categoria l’iniziativa "Impresa 2009"».
Ieri, nella sala Consiglio della sede Bpvi in via Framarin, c’erano tutti i rappresentanti delle categorie per firmare questo protocollo d’intesa che non è certo aria fritta, visto che mette sul piatto 50 milioni di euro per finanziare, a condizioni agevolate (100-140 punti base di spread), «attività di consulenza, programmi di investimento in beni materiali e immateriali e progetti di ristrutturazione aziendale».
A presentare i dettagli tecnici dell’iniziativa, che vede come partner di Bpvi l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Vicenza, Bain & Company, Icm Advisors e lo Studio legale Cappelletto, è stato Emanuele Giustini, vicedirettore generale dell’istituto di credito vicentino. «In poco più di tre mesi - ha spiegato - abbiamo concordato con le associazioni di categorie un piano davvero interessante. La banca è un po’ il pivot dell’iniziativa, che poi è cresciuta grazie al contributo di tutti». Gli sponsor sono stati Confindustria, Apindustria, Assoartigiani, Cna, Coldiretti, Confartigianato e Confcommercio, vale a dire le associazioni che ieri hanno firmato il protocollo d’intesa e che adesso sono pronte a indirizzare i finanziamenti verso le pmi che ne faranno richiesta e che avranno le caratteristiche idonee.
Questi 50 milioni stanziati da Bpvi serviranno, in pratica, a dare ai clienti che ne faranno richiesta un servizio di consulenza di prim’ordine, fornito da professionisti di vaglia o dal commercialista di fiducia a patto che vengano soddisfatte alcune condizioni di trasparenza e di obblighi di comunicazione. «I servizi riguardano tre aree di intervento - ha specificato Giustini - considerate strategiche per la vita dell’impresa. Prima: marketing e asset intangibili, per la valutazione del patrimonio immateriale e l’identificazioni delle opportunità di sviluppo nel marketing. Seconda: situazione finanziaria, per analizzare la struttura dell’azienda e adottare eventuali opzioni d’intervento. Terza: modello di business e riassetto industriali, per valutare lo stato di salute e individuare possibili piani di rilancio».
Il finanziamento sarà a tasso agevolato e di medio termine, dettaglio questo molto importante per le imprese alle prese con tensioni sulla liquidità. I rappresentanti delle associazioni di categoria vicentine hanno espresso un giudizio positivo unanime di fronte a questo approccio originale alla crisi. Originale perché, anziché limitarsi a dare credito, mette sul piatto un’idea di riforma del rapporto tra banca e impresa che, da queste parti, è sempre stato carente dal lato informativo.
«Lo sforzo fatto dalla Popolare di Vicenza - ha detto Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza - va nella giusta direzione. Credo che le nostre aziende abbiano bisogno di più trasparenza nel rapporto con le banche, e viceversa. Aver la possibilità di sfruttare dei finanziamenti per la consulenza è un passo importante, specie in tempi difficili come quello che stiamo vivendo adesso».
Sulla stessa lunghezza Giuseppe Sbalchiero, presidente di Confartigianato Vicenza («Per le imprese artigiane essere accompagnate nella crescita è fondamentale»), Andrea Gallo, direttore di Confcommercio («Un’iniezione di ottimismo»), Francesco Pigato, direttore Cna («Più medici ci sono al capezzale di questa crisi e meglio è») e Diego Meggiolaro, presidente di Coldiretti («Anche il settore primario attraversa un momento difficile»).
Filippo De Marchi, presidente di Apindustria Vicenza, ha puntato l’indice su Basilea 2. «Il merito di questo accordo - ha sottolineato - è quello di superare i criteri di Basilea 2 e di andare a vedere dentro ai bilanci, dentro alle aziende. Per noi è davvero un passo avanti».
Un ruolo decisivo, di raccordo tra impresa e banca, lo recitano i professionisti. Per questo Athos Santolin, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Vicenza, ha accolto con soddisfazione quella che ritiene una vera svolta. «I problemi delle nostre imprese - ha spiegato - risiede proprio nella sfiducia cronica tra pmi e banche. Questo aspetto è aggravato dalla sottocapitalizzazione delle imprese e dal basso valore aggiunto delle merci prodotte. Credo che questa iniziativa avviata da Bpvi possa dare un contributo importante».


ANTICIPAZIONE
La prossima settimana la Banca Popolare di Vicenza toglierà il velo al bilancio del 2008, ma dal sorriso sfoggiato ieri dal direttore generale, Samuele Sorato, si intuiva che i numeri daranno più di qualche soddisfazione ai soci.
«Il documento sarà esaminato martedì dal consiglio di amministrazione - dribbla Sorato - ma posso anticipare che i risultati sono stati positivi».
Il problema è che l’avvio di questo 2009 potrebbe riservare brutte sorprese. «In realtà - afferma il direttore generale - io spererei di riuscire a presentare all’assemblea dei soci fissata per il prossimo 25 aprile anche la trimestrale. Dai primi riscontri, gennaio e febbraio sono andati piuttosto bene».