sabato 21 marzo 2009

Giornali tossici

Chi leggerà in tempo reale questo post e che è in grado di masticare i fondamentali dell'economia, capirà che il futuro dei giornali ancora stampati su carta è segnato (purtroppo, perché adoro l'aroma inebriante diffuso da quelle pagine magiche).
Succede che questa mattina, appena svegliato, clicco sul Blackberry per vedere la posta e apro per curiosità la mail che mi spedisce fresco (non di stampa) il New York Times sullo schermo. Guardo la prima notizia, Toxic Asset Plan Foresees Big Subsidies for Investors, e intuisco che potrebbe essere decisiva per l'andamento dei mercati finanziari mondiali e pure per dare uno scossone in vista della ripresa globale.
Faccio colazione e, come ogni sabato, mi fiondo in edicola a prendere quattro o cinque quotidiani, i soliti. Li sfoglio, sono ben fatti, come sempre, ma non hanno, non possono avere, la notizia del giorno. In una parola, sono già vecchi. Torno a casa e, se voglio sapere qualcosa di più, devo saltare da un sito all'altro. I giornali di carta sono lì, intonsi, forse li sfoglierò più tardi, con la consapevolezza di avere a che fare con pezzi di storia e non di cronaca.
Dura fare il giornalista, di questi tempi.