MADAGASCAR. Nel paradiso della natura la politica va all'inferno
IL SINDACO
RAGAZZINO FA IL GOLPE
Marino Smiderle
Un ex dj di appena 34 anni organizza un colpo di stato che sconcerta l’intera comunità internazionale
Ci sono posti su questa terra così incantevoli da diventare tragici, quasi i loro abitanti dovessero pagare una sorta di pena del contrappasso. Siete stati così fortunati da capitare in una sorta di eden terrestre? Bene, pagate il fio di questa fortuna con una povertà assoluta e con un sistema politico da operetta. È il caso del Madagascar, incantevole isola grande due volte la Gran Bretagna e popolata da una ventina di milioni di persone, adagiata docilmente davanti al Mozambico, nell’oceano Indiano. Andry Rajoelina, 34 anni, ex dj, sindaco della capitale Antanarivo, al termine di un duro scontro politico col presidente del Madagascar, Marc Ravalomanana, è riuscito nell’intento, non si è ancora capito bene come, di deporre il rivale e di assumere le redini dell’intero paese.
Che si tratti di un colpo di stato, sono in pochi a dubitarlo. Tra questi, la Corte costituzionale del Madagascar che si è affrettata a trasferire il potere presidenziale a Rajoelina con un’unica condizione: indire le elezioni entro un massimo di 24 mesi.
Per riassumere in poche righe quel che è accaduto basta leggere l’attacco dell’articolo che The Economist ha dedicato alla vicenda. «Se è stato un colpo di stato - scrive il settimanale britannico - è stato un colpo di stato davvero strano. Il 17 marzo, poche ore dopo aver dichiarato che avrebbe combattuto fino alla morte piuttosto che dimettersi dalla carica di presidente del Madagascar, Marc Ravalomanana ha annunciato che avrebbe fatto un passo indietro, trasferendo tutto il potere a un triumvirato militare. Ma il medesimo trio, fino ad allora fedele al presidente, sono stati convinti (dopo essere stati arrestati) di passare il potere ad Andry Rajoelina, il popolare giovane sindaco di Antanarivo, con il quale il presidente era in guerra da qualche mese. Sembra che per ottenere questo passaggio non sia stato necessario sparare un solo colpo».
La reazione della comunità internazionale è stata unanime, anche se al di là delle prese di posizioni ufficiali contro la presa del potere di Rajoelina si celano interessi diversi. «L’arrivo al potere in Madagascar di Andry Rajoelina - ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy - è un colpo di stato ed è necessario che si svolgano il più presto possibile nuove elezioni». «Mi dispiaccio molto per le evoluzioni in Madagascar - ha proseguito Sarkozy -. Io chiedo che si tengano elezioni il più presto possibile, perché è il solo modo per uscire dall’imbroglio».
Eppure qualcuno sostiene che la Francia, il cui interesse per l’isola è dovuto alla presenza in Madagascar di circa 20 mila transalpini, avesse il dente avvelenato nei confronti di Ravalomanana, reo di aver cercato di favorire i rapporti con i paesi anglosassoni per bilanciare la dipendenza economica malgascia. La maggioranza della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno e il programma di aiuti che arrivano dall’estero è vitale per il paese.
La reazione più dura alla presa del potere dell’ex dj, guarda caso, arriva proprio dagli Stati Uniti, che hanno bollato come golpe l’azione del sindaco di Antanarivo e hanno già annunciato il blocco di tutti gli aiuti no
