domenica 19 aprile 2009

Muratori musulmani

L’INTERVISTA. Domenico Buffarini, appartenente alla loggia vicentina “I veri amici”, ha abbracciato il Corano

«Io, massone e islamico Il mio architetto è Allah»

Marino Smiderle

Dal Grande Oriente d’Italia al Medio Oriente, il passo, in fondo, è breve.
Così almeno pensa Domenico Buffarini, che dopo essere stato determinante nella costituzione della loggia massonica del GOI “I veri amici" a Vicenza, ha deciso di fare un altro fondamentale passo nel cammino della sua ricerca personale. Ha telefonato all’imam di Vicenza, Touhami Ouelhazi, per dirgli una cosa semplice: «Ho maturato la convinzione di abbracciare l’Islam».
Caro Buffarini, prima ancora di chiederle i motivi di questa sua folgorazione sulla via della moschea, è interessante capire come possano andare d’accordo i principi di libertà della massoneria con quelli religiosi dell’Islam. Vanno d’accordo?
Questo non è proprio un problema. Anzi. Come lei sa, un punto cardine della massoneria è il Grande Architetto dell’Universo. Poi ognuno interpreta quest’entità suprema come crede, sulla base delle convinzioni religiose di ciascuno.

Sì, ma la chiesa cattolica, per dirne una, ritiene passibile di scomunica chi fa parte della massoneria...
Ma molti cattolici ci fanno parte comunque, senza certo venire scacciati dai fratelli muratori. Semmai quello che non è conciliabile con la massoneria è l’ateismo.

Ma lei, prima di abbracciare l’Islam, che rapporti aveva con la religione?
Ero un deista. Ha presente la preghiera a Dio di Voltaire?

Come no. Non la vedo molto conciliabile con i dettami rigidi dell’Islam...
E si sbaglia. Il Dio dell’Islam assomiglia all’essere parmenideo...

Buffarini, stiamo divagando. Che ci azzecca l’Islam con Voltaire?
Le basi sono la ragione e il desiderio di conoscenza. Nell’Islam la scienza è assolutamente libera e lo scopo è quello di conoscere nel profondo i segreti del creato. Muslim, cioè musulmano, vuol dire testimone. Non c’è nessun rapporto più libero tra fedele e religione.

Questione di punti di vista. Tra libertà e donne che vanno in giro con scafandri o, peggio, che vengono lapidate per adulterio, non si intravedono molti punti di contatto...
Su questi equivoci legati all’abbigliamento della donna ci sarebbe molto da dire. Non sono convinto, ad esempio, che la civiltà occidentale abbia molto più rispetto della donna. Quanto alla lapidazione, ci sono solo gli estremisti che la praticano.

Iran, Nigeria, talebani...
Sono i fascisti del mondo islamico, non meritano di essere considerati.

Se a Roma voglio aprire una moschea, mi danno l’ok, se chiedo all’Arabia Saudita di aprire una chiesa cattolica mi cacciano via a calci...
In Arabia ci sono i wahabiti, che sono un po’ i lefebvriani dell’Islam. In Egitto e in molti altri paesi islamici c’è spazio per le altre confessioni.

Vuol dirmi che tra musulmani e cristiani non c’è pericolo di contrasti?
È così. I pericoli di dissenso ci sono, ma non tra musulmani e cristiani, semmai i problemi sorgono con i laicisti. Con loro il dialogo è difficile.

Senta, vuol raccontare com’è andata la sua conversione vicentina?
Molto semplice. Sono andato in comunità e ho pronunciato per tre volte la shahada, vale a dire la testimonianza con cui il fedele musulmano dichiara di credere in un Dio uno e unico e nella missione profetica di Muhammad. La formula araba suona: Ashadu an là ilàha illà Allàh - wa ashadu anna Muhammada Rasulu Allàh, cioè: “Testimonio che non c'è divinità se non Dio (Allah) e testimonio che Muhammad è il suo messaggero"».

Sì, ma l’avvicinamento al Corano come è nato? Cosa l’ha spinta a passare dagli indiani d’America, di cui è studioso apprezzato, all’Islam?
A parte che ci sono più elementi in comune di quanto possa sembrare, la verità è che il Corano è un oceano. All’inizio hai paura di buttarti dentro, ma poi ti ci trovi benissimo.

Ha già cominciato a studiare l’arabo?
Lo sto studiando. Sono diventato l’addetto stampa della comunità islamica di Vicenza e ho intenzione di approfondire la conoscenza linguistica.

Approfitto del suo ruolo e le chiedo subito: come vanno i rapporti con le istituzioni vicentine?
Beh, ci sono state dichiarazioni da parte di esponenti istituzionali, come il sindaco di Thiene e alcuni parlamentari, assai poco concilianti. A questo proposito tutti noi, cittadini italiani di Vicenza di religione islamica, abbiamo inviato una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Buffarini, pensa di restare nella massoneria?
Ci mancherebbe. Lei non sa quanti musulmani, anche autorevoli capi di stato islamici, ci siano in massoneria.

Non crede sarà dura vivere da musulmano a Vicenza?
Ma guardi che siamo tanti. 45 mila in questa provincia, 150 mila in Veneto, 1,5 milioni in Italia. Non mi sento tanto solo.