BANCHE. L’istituto cooperativo è l’unico a porre un limite temporale al mandato del cda
Bcc che vince si cambia
Novella n.1 di S. Giorgio
Il presidente uscente Carollo lascia un’eredità positiva Il successore: «Il futuro è all’insegna della continuità»
Marino Smiderle
FARA VICENTINO
Una delle poche banche di credito cooperativo in Italia, e forse l’unica in Veneto, che pone un limite di tre mandati ai propri amministratori. Ed è per questo che Elio Carollo ha lasciato la presidenza della Banca San Giorgio Valle Agno. «Se dicessi che non mi dispiace sarei un bugiardo - dice - ma sono latresì convinto che la regola che ci siamo dati debba essere di esempio per tutti».
Sono stati più di 800 i soci che hanno partecipato all’assemblea della Bcc, approvando il bilancio ed eleggendo il nuovo consiglio di amministrazione che guiderà l'istituto per i prossimi tre anni.
Il primo atto del nuovo cda è stato quello di nominare il presidente. Si tratta di Ilario Novella, 48 anni, tre figli, attuale presidente di Centrale Leasing Nord Est e socio dello Studio Adacta di Vicenza.
«Il futuro - sono state le prime parole del neo presidente - si apre all'insegna della continuità e del richiamo alle radici storiche della nostra banca e del credito cooperativo, nello stile di lavoro e relazione che ci è proprio e che alcuni nostri soci hanno ricordato in assemblea. Nel recente passato sono state fatte scelte lungimiranti. Il nostro lavoro continuerà per assicurare una crescita sana ed equilibrata».
«Una banca che, pur nel difficile contesto economico generale, mostra dati positivi - spiega il direttore generale, Leopoldo Pilati - anche nell'incremento del patrimonio netto, vicino ai 73 milioni di euro e del patrimonio di vigilanza, che registra un deciso balzo in avanti passando dagli 88 milioni di euro di fine 2007 ai 95 del 2008. I soci hanno confermato il loro appoggio, giungendo a fine 2008 alle 7.195 unità e ora sono già intorno ai 7.400».
«Hanno registrato incrementi sia il margine di interesse che quello di intermediazione - si legge in una nota della banca -. L'utile dell'anno si attesta sui 3,5 milioni di euro: un risultato positivo, anche se in flessione rispetto al trend crescente degli ultimi anni»
«La Banca ha perseguito una politica di attento monitoraggio dei crediti, adottando un approccio rigoroso e prudente - prosegue il direttore Pilati -. La nostra è stata una scelta strategica di non premere sull'acceleratore, in un momento in cui il territorio ha bisogno d'altro , e ciò ha determinato un utile di esercizio minore rispetto al 2007 ma, al contempo, un segnale di maggiore solidità dell'istituto e più garanzie ai risparmiatori. In questo contesto un utile in crescita, per paradosso, sarebbe stato quasi imbarazzante».
Spulciando tra le varie poste del bilancio, emergono dati che, in prospettiva, potrebbero aiutare a superare meglio questa fase delicata della congiuntura. La raccolta diretta, uno degli indicatori più importanti di questi tempi, è stata di 799 milioni di euro (+11,43% rispetto al 2007). La raccolta indiretta ammonta a 169 milioni di euro e comprende la raccolta amministrata per 84 milioni di euro e il risparmio gestito che ha raggiunto la soglia di 85 milioni di euro.
Anche sul fronte dei crediti alle imprese e ai privati l’attività della San Giorgio Valle Agno è significativa. «Gli impieghi hanno raggiunto i 798 milioni di euro circa al netto di residui 65 milioni di mutui cartolarizzati con un incremento percentuale del 12,7% nei dodici mesi - fa sapere la Bcc -. Le crescite più significative si sono registrate nel comparto mutui e conti correnti attivi e testimoniano il fatto che la banca non ha abbandonato a se stesse le piccole e medie imprese locali. Ottimo il bilancio sociale della Banca e l'impegno per lo sviluppo economico, sociale e culturale delle comunità locali con la distribuzione di quasi 400 mila euro a istituzioni e associazioni».
A Pedemonte, intanto, è prevista per oggi l’assemblea della locale Bcc. L’ultima delle vicentine e, pare, la più infuocata.
