SINDACATO & CONGIUNTURA. Nei primi quattro mesi dell’anno sono già state superate le ore di Cig dell’intero 2008
Cassa integrazione Il boom di Vicenza
Bergamin (Cgil): «Almeno le imprese licenziano poco ma non c’è un approccio di sistema alla crisi in corso»
Marino Smiderle
VICENZA
Ottimisti va bene, ma se c’è un motivo serio per esserlo. Secondo la Cgil di Vicenza questo motivo non c’è. E, così come il presidente della Camera di commercio, Vittorio Mincato, aveva detto qualche giorno fa che i numeri non invitano a pensare positivo, allo stesso modo la segretaria della Cgil di Vicenza, Marina Bergamin, esterna tutta la sua preoccupazione: «Nei primi quattro mesi del 2009 - attacca - le ore di cassa integrazione ordinaria hanno già superato abbondantemente quelle registrate in tutto il 2009. A questo si aggiunga un’impennata delle sospensioni nel settore artigiano (4.245 lavoratori per 1.066 aziende) e i 2.767 licenziati nella piccole e nella grande industria. Aprile è stato il mese peggiore e, al momento, non vediamo segnali di miglioramento».
Cielo nero, insomma, e si sapeva. Ma la Cgil, nella sua disamina a 360 gradi, alza il tiro e arriva a puntare il dito alla gestione della crisi a livello di sistema vicentino. «L’ha detto anche Mincato - osserva Bergamin - e noi siamo sulla stessa lunghezza d’onda: è pericoloso approcciare questa crisi con l’atteggiamento di chi vuole solo aspettare che la nottata passi. I numeri dicono che siamo nel bel mezzo della nottata e che se vogliamo vedere il sole occorre che il sistema vicentino adotti soluzioni serie. Nelle riunioni di settori alle prese con gravi problemi, sentiamo spesso parlare di sistema, di squadra, ma alle parole non seguono i fatti. Le aggregazioni non si vedono e il tempo passa. Così non va bene».
E che non vada bene lo si capisce dalle ore di cassa integrazione letteralmente esplose nel mese di aprile. «Va detto - riconosce Bergamin - che questo ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali riflette la filosofia adottata dalle imprese vicentine, che è quella di evitare il più possibile di ricorrere al licenziamento, anche perché c’è un’alta considerazione dell’importanza dei lavoratori. Tuttavia bisogna chiedersi quanto si può andare avanti così: una volta passate le 52 settimane, e alcune imprese ci stanno arrivando, la legge non consente più di usare la cassa. Noi, d’accordo con gli industriali, sponsorizziamo un allungamento normativo del periodo».
La Cgil di Vicenza ha fatto dei focus sul settore della concia, che ha perso mille addetti, e dell’oro, arrivando alla conclusione che ciascuno fa per sè e di passi avanti non se ne vedono. «A livello istituzionale - prosegue Bergamin - crediamo che la Camera di commercio si stia sforzando di portare avanti una operazione importante, mentre la Fiera a nostro avviso dovrebbe tornare ad avere un rapporto più stretto col territorio, altrimenti così com’è non è funzionale al rilancio della nostra economia».
Chiara Bonato (tessili e chimici) e Fabiola Carletto (edili) hanno spiegato il disagio di tutti i lavoratori, mentre Giampaolo Zanni (metalmeccanici) ha ricordato le difficoltà della siderurgia. «Da noi ci sono due realtà importanti come la Valbruna e la Beltrame che hanno subito un drastico calo degli ordini. In entrambi i casi, però, è da apprezzare la politica degli amministratori che non hanno lasciato a casa nessuno». La Cgil ha analizzato i bilanci di 75 aziende vicentine e ritiene che i punti deboli erano già evidenti nel 2008. «Se non si cambia a livello di sistema - dice Bergamin - l’ottimismo è di facciata».
