INNOVAZIONE. Presentata ieri Mind Room, la soluzione che Confindustria Vicenza ha mutuato dal Milan Lab per il benessere personale
Ancelotti agli industriali
«Così gestisco lo stress»
L’allenatore del Milan illustra con Seedorf le virtù del laboratorio. Zuccato: «L’ho provato e funziona»
Marino Smiderle
VICENZA
Ipotesi uno, sei un calciatore che gioca a San Siro la partita decisiva per lo scudetto davanti a 80 mila spettatori e hai sui piedi la palla che potrebbe regalarti la vittoria. Ipotesi due, sei un imprenditore sul punto di concludere un affare che potrebbe permetterti di salvare e rilanciare l’azienda e i posti di lavoro minacciati dalla crisi.
Cosa hanno in comune queste due situazioni così diverse tra loro? Lo stress pazzesco a cui entrambi i protagonisti sono sottoposti. E per questo Confindustria Vicenza, prima in Italia, ha deciso di sfruttare il lavoro svolto dal prof. Bruno De Michelis per Milan Lab in materia di benessere mentale della persona riassunto in un nome che è tutto un programma: Mind Room.
A presentare questa stanza della mente, una sorta di laboratorio ad alta tecnologia per ripulire il cervello dalle scorie dello stress, ieri sono arrivati a Vicenza Carlo Ancelotti e Clarence Seedorf, allenatore e centrocampista del Milan, che usano questo sistema da anni e che hanno sperimentato sul campo la sua efficacia. E se un giocatore sottoposto a mille sollecitazioni psicologiche riesce a superarle in scioltezza grazie a un sostegno di questo tipo, perché non dovrebbe essere utile anche a un imprenditore?
Chissà, forse è stata anche la recessione economica a dargli l’idea. Di sicuro Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Vicenza, è rimasto impressionato favorevolmente da Mind Room. «Ho provato personalmente le attrezzature e attuato le metodologie introdotte dal prof. De Michelis - e devo dire che ne ho tratto immediato giovamento. Per fare un esempio banale, succede che nel corso di una giornata piena, con diversi interventi da fare, lo stress possa prendere il sopravvento. Con un’ora nella Mind Room si riesce a modulare lo sforzo, a gestire lo stress. L’esperimento lo hanno fatto anche altri associati e sono stati tutti entusiasti. Il punto è che noi vorremmo aprire la Mind Room anche all’esterno, a cominciare dalle scuole, dalle università. Mi auguro che questo sia solo l’inizio di un programma destinato ad andare molto lontano».
«E credo che sarebbe interessante estenderlo a tutto l’ambiente di Confindustria - aggiunge Luca Cielo, vicepresidente nazionale della Piccola Industria di Confindustria - essendo io iscritto a Vicenza, vedrò di sperimentarlo e poi promuoverlo a livello nazionale».
«Perché prevenire è meglio che curare - osserva De Michelis - e di fatto è questo lo slogan che meglio descrive la filosofia della Mind Room. Perché non si tratta di intervenire su sintomi di malattie, ma di fare in modo di gestire lo stress nel modo più adeguato, prima che possa provare dei danni nella sfera personale. Noi abbiamo lavorato con un team di professori delle varie discipline scientiche, e credo che l’approccio si sia rivelato il più giusto».
Certo, da un punto di vista più cinico e pratico, o strettamente aziendale, questo favorire il benessere mentale della varie persone che operano in un ambiente di lavoro diventa un fattore di maggiore competitività nel mercato.
In altre parole, se Seedorf ha un metodo per smaltire più velocemente lo stress, avrà più possibilità di vincere la partita quando gioca a San Siro.
Carlo Ancelotti, dal canto suo, spiega il motivo che l’ha spinto ad avvalersi della Mind Room per motivi prettamente utilitaristici, almeno all’inizio. «Noi avevamo bisogno di studiare un sistema che aiutasse a recuperare il più presto possibile la situazione di affaticamento dei giocatori - dice l’allenatore del Milan - con Mind Room era possibile migliorare il recupero grazie a una coordinazione tra il battito cardiaco e la respirazione».
«Io stesso - rivela Seedorf - ho potuto recuperare una decina di battiti grazie a questo sistema. Recuperando prima e meglio degli altri, è chiaro che poi in campo hai dei vantaggi».
Nella sede di Confindustria Vicenza la Mind Room è già una realtà, nel senso fisico del termine. Ci sono quattro poltroncine, collegate al computer, che permettono di sottoposrsi a una seduta di circa un’ora nel corso della quale si impara a dosare lo stress e, comunque, a gestirlo se non a controllarlo.
Non è una cosa da poco, in un mondo in cui si corre a cento all’ora ogni secondo, e non solo sui campi da calcio. «Però il calcio è molto cambiato da quando giocavo io - ricorda Ancelotti - negli anni 70-80 non si facevano certo vedere tutte le partite e il calciatore non era in tv tutti i giorni come capita adesso. È inevitabile che lo strees sia aumentato e per questo anche noi allenatori, oltre che di tattiche di gioco, dovremmo sempre di più concentrarci sull’aspetto psicologico della questione. Al Milan Lab abbiamo pensato anche a questo e credo che la Mind Room sia stata una risposta innovativa e molto utile».
Da questa positiva contaminazione calcio-industria, Confindustria Vicenza conta di ottenere ottimi risultati e di estenderli, confida Zuccato, a tutta la comunità vicentina.
