FINANZA & INDUSTRIA. Il gruppo di Valdagno e quello di Guanzate (Como) confermano: le trattative sono in corso
Marzotto torna in pista Vuole la seta della Ratti
Entro la fine di luglio l’affare dovrebbe andare in porto Donà Dalle Rose e Matteo decisi a investire nel settore
Marino Smiderle
VALDAGNO
Siamo in dirittura d’arrivo, o quasi. Al massimo entro la fine di luglio, la Marzotto chiuderà la trattativa con la Ratti e ingloberà nel proprio gruppo l’azienda serica di Guanzate (Como). Sul come (fusione? acquisizione semplice?) e sul quanto si sta ancora discutendo, ma alla fine è ormai certo che Valdagno aggiungerà la seta della Ratti al proprio universo produttivo nel campo del tessile.
Le trattative in corso sono state confermate da entrambe le parti in causa. A cominciare da Andrea Donà Dalle Rose, figlio di Italia Marzotto, e attuale azionista di riferimento del gruppo di Valdagno con Vittorio Marzotto. «È vero, ci stiamo guardando attorno - ha dichiarato Donà Dalle Rose al Corriere della sera - siamo interessati ad aziende del tessile, a piccoli marchi italiani ma molto importanti per qualità».
Dal canto suo il gruppo Ratti, si richiesta della Consob colpita dai forti rialzi del titolo all’indomani dell’uscita delle indiscrezioni, ha confermato «l’avvio di un processo di analisi e approfondimento» da parte del gruppo Marzotto «volto al rafforzamento patrimoniale» della società comasca. «alla data odierna non ci sono impegni di sorta - precisa il comunicato diffuso da Ratti - nè vincoli di esclusiva tra le parti, fatti salvi i consueti accordi di riservatezza».
Il gruppo comasco quotato sul listino di piazza Affari attraversa da diverso tempo un periodo difficile: il 2008 si è chiuso infatti con una fatturato di 98,6 milioni di euro (-12,3%) a fronte di una perdita di 13,3 milioni. nel primo trimestre del 2009, tra l’altro, il trend negativo si è ulteriormente aggravato, a causa di una congiuntura di mercato che risente della grave crisi mondiale. Tanto che 520 addetti su 862 sono stati messi in cassa integrazione. Per quel che riguarda la composizione dell’azionariato, la famiglia Ratti (Donatella Ratti, figlia di Antonio, che ha fondato la società nel 1945) è la prima azionista del gruppo con una quota complessiva pari al 61 per cento. Tra gli altri soci rilevanti figura poi Mediobanca con il 5,7 per cento.
La crisi si sente anche a Valdagno, ma Dalle Rose e Marzotto intendono utilizzare parte della liquidità a disposizione per investire e per rafforzare la struttura del gruppo in attesa che arrivi la ripresa e di poter così tornare a recitare un ruolo da protagonisti sul mercato. Dalla cessione delle partecipazioni in Valentino Fashion Group al fondo di private equity Permira, i soci di riferimento di Marzotto hanno infatti messo da parte un gruzzoletto di circa mezzo miliardo di euro e l’intenzione di investire in questo momento negativo potrebbe essere davvero la mossa giusta.
Una prima mossa in questo senso, per la verità, era già stata fatta da Matteo Marzotto, che nel febbraio scorso era rientrato nel mondo della moda acquisendo la maison Madeleine Vionnet. Ma è con Ratti che Marzotto ricomincerebbe a giocare forte sul tessile, un settore da cui solo player di grande esperienza e di solida struttura riescono a trarre utili significativi. Nelle prossime settimane dovrebbe arrivare l’annuncio: Marzotto torna a fare sul serio.
