CONGIUNTURA. Presentati da Unioncamere i dati economici 2008 e le previsioni per il futuro
Pil del Veneto in caduta
Nel 2009 giù del 3,9%
Tessari: «Il peggio sembra essere passato e dagli ultimi mesi le imprese di qualità potrebbero migliorare»
Marino Smiderle
PADOVA
A leggere le stime, in continua evoluzione, dell’andamento del Pil 2009 viene l’itterizia. Non certo per colpa di Unioncamere del Veneto, che ieri ha diffuso l’ultima di queste previsioni, quanto piuttosto per le caterve di segni meno che si rincorrono in tutta la penisola e, a voler guardare un pochino più in là, in tutta Europa. Posando la lente sul Veneto e presentando la relazione sulla situazione economica della regione, il presidente Federico Tessari ha dato l’ennesimo numero negativo: -3,9 per cento.
Sarà questa, secondo lo studio fatto da Unioncamere, la performance dell’economia Veneto nel 2009, dopo che l’anno scorso era stato mandato in archivio con una contrazione dello 0,7 per cento, considerata una iattura allora e adesso vista invece come una cifra da tempi d’oro.
Secondo Unioncamere «nel 2009 tutte le componenti della domanda concorreranno a generare tale frenata: esportazioni -11% e investimenti -12,6%; consumi delle famiglie -1,1%, parzialmente compensati dal +0,8% Pubblica amministrazione; occupazione -2,5%, con punte del -6% nell'industria e del -3,8% nelle costruzioni e un tasso di disoccupazione che crescerà al 4,3%».
E i dati del primo trimestre si confermano nefasti, con la che produzione industriale ha registrato una flessione del -16,5% su base annua. Altri segni meno sulle vendite del commercio al dettaglio (-4,8%), sulle immatricolazioni auto (-21,1%). L'export, fino a poco tempo fa punta di diamante della regione, ha registrato un valore di 9,2 miliardi di euro, con una contrazione del 16,5% (1,8 miliardi). Una sciagura, però meno sciagura rispetto alla media italiana (-22,8%) e a quella delle principali regioni (Piemonte -26,8%, Emilia Romagna -23%, Lombardia -21,1%, Toscana -16,9%).
«Nonostante tutti gli indicatori negativi indichino che il 2009 sarà un anno difficile per il nostro sistema economico - sottolinea però il presidente Tessari - il Veneto finora ha retto meglio rispetto altre regioni. Se la brusca frenata dell'economia può mettere a rischio la tenuta sociale dell'intero Paese e generare un diffuso clima di incertezza, le speranze di una rapida ripresa risiedono nella rinnovata competitività delle piccole e medie imprese. Quelle venete hanno imboccato da tempo la strada della qualità e va anche detto che la caduta, per la rapidità e l'intensità con cui si è manifestata, sembra essersi arrestata e gli ultimi mesi del 2009 potrebbero segnare la svolta».
