domenica 16 agosto 2009

Il generoso Enea

Il derby vinto 5-1 nel ’74 resta il suo capolavoro

Marino Smiderle

Dopo lo scudetto del ’71, l’Inter imboccò elegantemente la strada del declino. Ma quando il declino rischiava di trasformarsi in precipizio, il presidente dell’epoca, Ivanoe Fraizzoli, alzava il telefono e chiedeva aiuto a Enea Masiero.
Chi scrive fu misteriosamente catturato, tra i 7 e i 9 anni, dalla magia dei colori nerazzurri proprio in quei momenti di declino, quando all’ala si alternavano Massa e Mariani e quando a Boninsegna cercavano di dare un mano, con alterne fortune, Doldi e Magistrelli. Per due stagioni, 1972/73 e 1973/74, Masiero ebbe l’onore, e soprattutto l’onere, di prendere le redini della squadra e di sostituire gli allenatori "titolari", Gianni Invernizzi prima e Helenio Herrera (in fase calante) poi.
La seconda stagione, in particolare, quella dello scudetto alla Lazio di Maestrelli, resta una specie di capolavoro firmato proprio da Masiero. Il tecnico leoniceno andò in panchina all’inizio del girone di ritorno, dopo che la squadra aveva racimolato appena 17 punti e vivacchiava a centro classifica. Non gli si chiedeva miracoli, ma soltanto una seconda parte di stagione dignitosa.
Enea fece di più e riuscì a scrivere un piccolo capitolo di storia nerazzurra. Non solo inflisse un perentorio 3-1 alla Lazio futura campione (gol di Fedele, Oriali e Mariani), ma la domenica successiva ricamò uno storico 5-1 ai danni del Milan in quella che resta la sconfitta più ampia subita dai rossoneri in una stracittadina. Di questo noi tifosi nerazzurri gli siamo ancora grati.