«La Bpvi ha retto l’urto della crisi»
Gianni Zonin: «Il recupero della Borsa può ingannare Finanza ed economia reale non hanno lo stesso ritmo»
Marino Smiderle
GAMBELLARA
Il tavolo di lavoro di Gianni Zonin, nel suo ufficio della casa vinicola di Gambellara, è pieno di carte. Pare il simbolo, involontario, della riapertura delle aziende che si attende con una certa preoccupazione, per non dire ansia, all’inizio della prossima settimana. Zonin ha due prospettive da cui valutare la situazione. Qui, da Gambellara, indossa gli occhiali dell’imprenditore e trepida di soddisfazione quando gli dicono che questa sarà un’annata memorabile per la qualità del vino, senza però dimenticare le incertezze di un mercato che sta penalizzando i consumi. Dall’altra parte non smette mai i panni del banchiere e, dall’osservatorio privilegiato che gli regala la presidenza della Banca Popolare di Vicenza, spulcia i dati di una semestrale (vedi i dati nel riquadro) che gli consente di tirare un sospiro di sollievo.
Presidente Zonin, nonostante la crisi la Banca Popolare di Vicenza ha sfornato una buona semestrale. Il peggio è passato?
Noi siamo soddisfatti di come la banca ha gestito questo momento difficile. Come molti altri istituti di credito, e come ho fatto anch’io nella mia impresa, abbiamo tagliato i costi e razionalizzato le attività. Questi dati positivi, comunque, testimoniano la solidità della banca e la sua capacità di creare valore anche in un difficile contesto macroeconomico. Quanto a dire che il peggio è passato, però...».
Non vorrà far credere che anche Zonin è passato nella schiera dei pessimisti?
No, questo mai, io sono un ottimista per natura. Però vengo dalla terra e so distinguere bene le fiammate di Borsa dalla vera ripresa dell’economia reale.
Crede che questi rialzi di Borsa non siano anticipatori di una effettiva ripartenza dell’economia?
Certo, potrebbe essere così, e ovviamente lo spero. Però potrebbero anche voler dire altre cose.
Per esempio?
Per esempio che le quotazioni erano scese troppo e che questo rialzo va quindi considerato fisiologico. Oppure, e questa non è un’interpretazione molto positiva, che gran parte della liquidità creata dalle banche centrali con lo scopo di rilanciare l’economia è finita invece in Borsa.
Ci sono segnali in tal senso?
Noi della Popolare di Vicenza abbiamo spinto molto sul credito, sostenendo le imprese del territorio e, quindi, facendo il nostro mestiere di banca. Ma a livello di sistema nei primi sei mesi di quest’anno gli impieghi sono di fatto rimasti inalterati. Da qualche parte quella liquidità sarà andata...
Anche perché i Bot rendono zero...
Già. Se rendessero il 4 o il 5 per cento gran parte della liquidità sarebbe finita nei titoli di stato. Invece ne sta beneficiando la Borsa.
Messa così, per l’economia reale si mette male. Cosa dobbiamo aspettarci?
Sono due cicli completamente diversi. Così come in finanza succedono crolli improvvisi e rapidi, allo stesso modo seguono repentine risalite. Nell’economia reale succede il contrario e i ritmi sono molto più lenti. Quando io pianto una vigna metto in piedi un investimento lungo 60 anni: non ci saranno impennate immediate e nemmeno cadute rovinose in caso di qualche errore.
Messaggio ricevuto: sarà una ripresa lenta.
Se per la Borsa stiamo assistendo a un ciclo che gli analisti chiamano a V, cioè come le rapide risalite di cui dicevamo, io credo che per l’economia reale siamo di fronte a un ciclo a U: saliremo, ma lentamente.
Tornando alla Popolare, il risiko bancario è passato di moda. E il suo obiettivo di arrivare a 800 sportelli?
Potrebbero essere anche mille, ma non è stato specificato il tempo entro cui raggiungere l’obiettivo. Ora non possiamo distrarre dalla banca fondi che dobbiamo destinare al credito alle imprese. Passata l’emergenza congiunturale, vedremo se ci saranno opportunità.
Presidente, non è che questi mille sportelli li raggiungerete facendo la fusione con Veneto Banca? Le voci sono tornate a circolare negli ultimi giorni. Fantasie?
Sono voci prive di fondamento. Io credo, tra l’altro, che questa fusione non sia nell’interesse dei soci e dei dipendenti della Bpvi. E quindi, almeno fino a quando il sottoscritto sarà presidente della Popolare, non se ne farà nulla.
L’anno prossimo il suo mandato scadrà ma lei ha lasciato intendere che si ripresenterà. Conferma?
Se la salute mi sorregge e se i soci mi confermano il loro appoggio...
Il presidente della Provincia, Attilio Schneck, ha annunciato in più occasioni l’intenzione di cedere le sue partecipazioni nella Fiera e nella Serenissima. La Popolare è interessata all’acquisto?
Noi siamo una banca del territorio e l’abbiamo dimostrato anche partecipando a qualche società pubblica. Ma in misura minima, non certo determinante per definirne la gestione. In Fiera abbiamo poche azioni e, se ce lo chiedono, possiamo crescere, ma di poco. Quanto all’autostrada, il nostro mestiere, specie adesso, è quello di fare banca.
La partecipazione in Cattolica finora non ha dato i risultati sperati. Pentito di aver fatto l’investimento?
No, assolutamente. Sono certo che, prima o dopo, darà i risultati sperati.
Avete firmato anche voi l’accordo tra Abi, governo e Confindustria per la moratoria sui mutui...
Veramente noi avevamo già attivato la stessa procedura tre mesi prima. Comunque, ben venga questo accordo.
