EDILIZIA. La Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate ha diffuso gli ultimi dati. E arriva la gradita sorpresa
Boom di ristrutturazioni
Il Veneto attacca la crisi
Le comunicazioni di inizio lavori di marzo e aprile sono aumentate del 22,5% rispetto all’anno scorso
Marino Smiderle
VICENZA
Una rondine non fa certo primavera, specie in agosto, ma i dati relativi alle ristrutturazioni edilizie dei primi quattro mesi dell’anno dicono che tutta questa crisi del mattone parrebbe più un’invenzione che una realtà. Almeno per quel che riguarda gli interventi sull’esistente. «Nel bimestre marzo-aprile 2009 - segnala infatti la Direzione regionale del veneto dell’Agenzia delle Entrate - è stato registrato un incremento su base nazionale di 73.500 comunicazioni di inizio lavori inviate dai contribuenti di tutta Italia al Centro operativo di Pescara, per usufruire della detrazione fiscale del 36 per cento della spesa sostenuta per ristrutturazione edilizia».
Si parla, ovviamente, della legge che consente a tutti coloro che avviano una serie di lavori di ristrutturazione per la propria abitazione di ottenere lo sconto dal fisco. In tutti questi anni la legge in questione ha consentito di ottenere due obbiettivi: da un lato quello di stimolare una serie di interventi da parte dei singoli interessati e quindi di spingere l’industria del settore e dall’altro quello di far emergere alcuni costi che, solitamente, erano per la gran parte saldati in nero, proprio perché la clientela privata non aveva alcuna convenienza a ottenere la documentazione fiscale. Col 36 per cento di sconto fiscale, per quanto spalmato su dieci anni, è diventato invece molto appetibile l’avvio della procedura col Centro operativo di Pescara.
«Il Veneto mantiene sempre il terzo posto assoluto a livello nazionale con 8.403 comunicazioni spedite, 4.227 in marzo e 4.176 in aprile - prosegue l’Agenzia delle Entrare riferendosi ai mesi di marzo e aprile - preceduto dalla Lombardia e dall'Emilia Romagna. La nostra regione rileva un forte incremento di circa il 22,5 per cento rispetto ad analogo periodo del 2008 (6.867 comunicazioni)».
Se noi prendiamo in considerazione tutto il periodo, e cioè i primi quattro mesi dell’anno, l’aumento complessivo di domande in Veneto è del 16 per cento. L’accelerazione, avvenuta nel momento in cui la crisi economica, anche nel settore edilizio, era al suo culmine, si può spiegare in vari modi. Di certo, è una sorpresa che in questa nicchia si possa parlare di controtendenza. Il motivo per cui le famiglie hanno deciso di investire nel miglioramento dei propri immobili sta anche nelle scarse alternative offerte dal mercato: con i tassi dei Bot che non arrivano all’1 per cento netto, il modo più intelligente per investire la liquidità resta il proprio tetto. Anche perché, in una prospettiva di possibile futura inflazione, il mattone resta il bene rifugio per eccellenza.
«Complessivamente, dal 1998 al 30 aprile 2009, dal Veneto sono pervenute 453.369 dichiarazioni di inizio lavori, pari al 12,1 per cento del totale nazionale (3.732.837) - prosegue la descrizione l’Agenzia delle Entrate -. Se si considera il dato disaggregato per provincia, Venezia balza al primo posto nella regione con 1.682 comunicazioni inviate nel bimestre marzo (844) - aprile (838). Vicenza scende al secondo posto con 1.636 richieste (860 in marzo, 776 in aprile), quella di Padova sale al terzo posto con 1.478 domande (793 e 685). Al quarto posto si colloca di un'incollatura la provincia di Verona con 1.379 richieste (672 e 707) mentre quella di Treviso si pone al quinto posto con 1.375 (651 e 724). Chiudono la classifica veneta le due province con minor popolazione: Belluno ha inviato all'Agenzia delle Entrate 545 domande (248 e 297), Rovigo soltanto 308 (159 e 149)».
L’efficacia del provvedimento, e il gradimento mostrato dal contribuente, ha indotto i vari governi a rinnovare il provvedimento. «La legge finanziaria del 2009 - ricorda l’Agenzia delle Entrate - ha prorogato fino al 31 dicembre 2011 la detrazione del 36 per cento per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Ricordiamo che è rimasto immutato il limite di spesa di 48.000 euro riferito all'immobile oggetto dell'intervento e che resta indispensabile indicare in fattura il costo della manodopera utilizzata ai fini della detrazione Irpef. Infine, il decreto anticrisi n. 5 del 10 febbraio scorso ha introdotto una nuova detrazione per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici ad alta efficienza energetica, quando l'acquisto è finalizzato all'arredo di un immobile oggetto di effettiva fruizione della detrazione sulle ristrutturazioni edilizie del 36 per cento. La circolare numero 35 dell'Agenzia delle Entrate del 16 luglio scorso ha chiarito le modalità per usufruire del cosiddetto "bonus arredi"».
