SETTORI IN CRISI. Il segretario generale e quelli delle categorie invitano tutte le istituzioni a un impegno comune
La Cgil scuote il Vicentino
«Salvate orafo e concia»
Marino Smiderle
VICENZA
Estate, tempo di riflessioni, purtroppo non molto positive. Metti, per esempio, la crisi. Non resta che aspettare che, da qualche parte nel globo, torni a spirare il vento della ripresa. Ma a Vicenza ci sono due settori che erano in crisi prima che ci fosse... la crisi. Orafo e concia, per essere precisi, sono i due malati cronici della provincia. La domanda che si pone la Cgil, e che presuppone anche la risposta, è secca: vale la pena impegnarsi per salvarli? Vi pare che la Cgil possa rispondere di no? «Noi crediamo di sì», rispondono infatti Marina Bergamin, segretaria generale Cgil Vicenza, Giampaolo Zanni segretario Fiom-Cgil e Fabrizio Nicoletti segretario Filcem-Cgil.
DISTRETTO ORAFO
«Il distretto orafo-argentiero in questi anni ha perso molta occupazione e centinaia di marchi - osservano i rappresentanti della Cgil - e necessita di una strategia collettiva di rilancio. In ogni caso bisogna far convergere le valutazioni degli attori al fine di predisporre dei piani di rilancio, o di salvaguardia, ipotizzando delle forme di incentivo selezionato, cioè sulla base di impegni programmatici».
Parole importanti ma che non trovano un seguito concreto. Come fare a passare dalla teoria alla pratica?
«Diventa fondamentale - sostiene la Cgil - chiedere un impegno forte a Camera di commercio e Fiera, chiedendo di mettere a disposizione risorse finanziarie (supporto più forte agli investimenti, a patto che vi sia un impegno corrispondente degli imprenditori) e strategiche (non basta tutelare le risorse professionali ma serve svilupparne di altre: design, gestione cliente, marketing, commerciale, ecc.)
LA FIERA
È evidente che quando si parla di orafo il primo collegamento concettuale che viene a mente è quello con la Fiera. «L'azione della Fiera - Bergamin - deve innestarsi in questo disegno, con interventi finalizzati per la tenuta e la promozione internazionale delle aziende locali, o anche nazionali, poiché il rischio altrimenti è che di una Fiera - così come l'abbiamo conosciuta - non ci sarà più bisogno. Né ci sarà bisogno di una nuova, costosa struttura».
LA CONCIA
Se gli orafi piangono, i conciari certo non ridono. Da tempo gli ordini sono in picchiata e il distretto di Arzignano e Chiampo sta zoppicando. «Le aziende del territorio continuano a non fare sistema - attacca la Cgil - e chi può si inventa sofisticati sistemi di elusione delle regole, a discapito delle imprese pulite e dell'intero sistema». «Noi crediamo che le amministrazioni locali possano diventare il cuore del sistema - prosegue la Cgil - per selezionare gli obiettivi di medio e di lungo termine e puntare sulla qualità, abbandonando finalmente pratiche - anche di gestione del personale - poco trasparenti e costruendo relazioni industriali costruttive e non occasionali .
RIMEDI
«Certamente un forte investimento non può essere chiesto solo ad altri - chiude la Cgil - o pretendere un rilancio a costo zero. Da questo punto di vista la tiepidezza delle imprese a fronte delle proposte di rilancio dell'orafo proposte della Camera di commercio con il rapporto Mc Kinsey, lascia l'amaro in bocca e non fa ben sperare. Per quanto riguarda la Cgil, siamo pronti a ragionare con questo respiro, per i compiti e le responsabilità che ci competono, ma non facendo sconti, in modo che sia chiara la differenza tra chi contribuisce al tentativo di ripresa e chi sconta già il fallimento, lasciando sul campo ex imprenditori ricchi, aziende povere e lavoratori disoccupati».
