mercoledì 21 ottobre 2009

I Giovani hanno 50 anni

CONFINDUSTRIA. Due pubblicazioni e un evento in Fiera il 6 novembre
Il Gruppo giovani compie 50 anni
«Non li sentiamo»
Paolo Mantovani: «La strada del rilancio passa per la formazione. Il futuro è tutto da costruire» Roberto Zuccato: «Oggi sono importanti le idee»

Marino Smiderle
VICENZA
Se i giovani compiono 50 anni che giovani sono? Chiedetelo al Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Vicenza che, il prossimo 6 novembre, festeggerà il mezzo secolo di vita con un grande evento-festa in Fiera. Un imprenditore, peraltro, non può mai invecchiare, almeno nello spirito, perché, per oggetto sociale, guarda sempre avanti, al futuro. E capita pure che chi ha un’età anagrafica più avanzata riesca a guardare al futuro con più efficacia e freschezza, grazie al bagaglio dell’esperienza che sono gli anni, gli errori e i successi ti possono dare.
Paolo Mantovani, presidente del Gruppo giovani imprenditori di Vicenza, presenta l’evento “Cinquant’anni da giovani" partendo da Pietro Laverda, il presidente degli industriali che diede l’impulso ai virgulti berici per costituire questo ramo dell’associazione a loro riservato.
«È giusto partire rendendo omaggio ai padri fondatori - spiega Mantovani - che ci ha permesso di crescere e di trovare sempre maggiore spazio e attenzione. Ho invitato personalmente tutti i past-president perché voglio che questo anniversario sia la festa di tutta Confindustria. Daremo un taglio, come dire, formativo a questo evento, perché è dalla formazione che passa la strada della ripresa, del rilancio».
A questo proposito il Gruppo di mantovani ha predisposto due pubblicazioni, una di tipo accademico (“L’evoluzione dell’impresa e lo sviluppo di un sistema-territorio eccellente"), col contributo di diverse personalità nel campo dell’economia, e una di tipo storico-identitario che riassume i 50 anni di attività.
«Mi congratulo con Paolo - afferma il presidente di Confindustria Vicenza, Roberto Zuccato - e con tutti i giovani, compresi quelli del passato, che hanno contribuito a scrivere le pagine di questa affascinante storia. Stiamo vivendo un’epoca particolare, difficile, in cui la voglia di innovare dei più giovani a volta si scontra con la rigidità dei genitori. Il futuro è tutto da costruire e le nuove idee sono fondamentali per trovare la strada giusta per ripartire».
Quando si parla dei giovani imprenditori la prima cosa che viene in mente è il passaggio generazionale, sempre vissuto con una certa preoccupazione in un sistema industriale a struttura familiare. «Io parlerei piuttosto di continuità imprenditoriale - spiega Mantovani - per esempio, i miei genitori avevano un’attività nel settore orafo e io ho proseguito invece nella telefonia. Conta di più il valore dell’imprenditore rispetto a quello dell’impresa».
«Negli anni passati - ricorda Zuccato - si preferiva far entrare subito i figli in impresa, preferendo il lavoro immediato agli studi e alle esperienze esterne. Allora era fondamentale saper produrre, oggi sono più importanti le idee, è più importante la distribuzione della produzione, insomma, sono cambiate molte cose. E i giovani possono dire la loro in maniera più incisiva».
A parlare di questa fase economica più unica che rara e a celebrare degnamente il 50° anniversario, il Gruppo giovani ha organizzato un evento ricco di ospiti illustri. Alle 16 spazio a Mantovani e al primo panel di relatori con, tra gli altri, Franco Bernabè, ad di Telecom Italia, Federica Guidi, presidente nazionale del Gruppo giovani di Confindustria, Luca Majocchi, advisor Federmacchine, Matteo Marzotto, presidente Enit e Nelson Mattos, vicepresidente Google. Alle 18 interverranno il ministro Renato Brunetta, il primo presidente dei Giovani, Giancarlo Ferretto, il cardiochirurgo Alessandro Frigiola, il rettore dello Iuav di Venezia, Carlo Magnani, il presidente di Bpvi, Gianni Zonin, e Roberto Zuccato. Tutta gente che non dimostra certo 50 anni.