mercoledì 3 febbraio 2010

La giostra di Gheddafi

AZIENDE COL SEGNO “PIÙ”. La piccola azienda di Recoaro realizzerà un parco giochi all’interno dello zoo di Tripoli
Pozza fa divertire Gheddafi
Dopo aver esportato i propri prodotti in Spagna e Slovenia ora arriva un’opportunità dalla Libia «Premiata la nostra qualità»

Marino Smiderle
RECOARO
I giochi di Pozza faranno divertire Gheddafi. O meglio, faranno la gioia dei bambini libici che avranno la fortuna di andare a visitare lo zoo di Tripoli. Sì, perché proprio questa ormai nota piccola azienda di Recoaro, leader nella produzione di attrezzature per parchi giochi e arredo urbano, ha ottenuto una commessa per la realizzazione chiavi in mano di questa struttura nella capitale.
Può essere che abbiano influito i buoni auspici del premier Silvio Berlusconi, che qualche mese fa è andato a Tripoli a far visita al rais e a raccomandare le imprese italiane in vista dei tanti lavori che ha in mente di fare la Libia. Ma è più probabile che abbia inciso la fame che Pozza si è fatto in giro per il mondo, e non solo in Italia. «Quella di Tripoli - spiega Dario Pozza, contitolare dell'azienda - è un'importante realizzazione che comprende la fornitura di alcune attrezzature innovative adatte all'utilizzo da parte di bambini diversamente abili. Il fatto che siano stati preferiti i nostri prodotti e non quelli dei nostri competitor europei e americani ci riempie di soddisfazione e orgoglio».
Fondata nel 1950 da Dario Pozza, che dette veste d'impresa ad un'attività avviata a metà Ottocento dal nonno Ermenegildo come piccola falegnameria, la ditta cominciò a produrre scivoli, altalene e piccole giostre, creandosi col tempo un mercato e un nome di prestigio. Oggi l'azienda è alla quinta generazione, gestita da un altro Dario Pozza, nipote del fondatore, e dal fratello Franco, ha una dozzina di addetti e un fatturato che supera i due milioni di euro.
«Io dico sempre che non s’improvvisa niente - ricorda Pozza - e ricordo come la prima giostra a molla, quella che adesso si vede in tutti i parchi giochi, venne inventata da mio padre Piergiulio a metà anni 60. Avere delle radici solide, avere un’esperienza sono caratteristiche fondamentali per competere con successo».
Da sempre attenta alle politiche ambientali, l'azienda è stata tra le prime aziende produttrici di giochi a ottenere le certificazioni Fsc e Pefc (utilizzo di legname proveniente da foreste coltivate in maniera ecosostenibile). Piccolo dettaglio energetico: fin dal 1938 l'attività della famiglia Pozza consente di autoprodurre energia idroelettrica grazie a una centrale di proprietà.
In Italia l'azienda recoarese sta realizzando i nuovi parchi del Centro tutela specie minacciate di Verona e sette aree gioco del progetto Case per i terremotati dell'Aquila. All'estero, le realizzazione della Pozza si possono trovare in Austria, Slovenia, Croazia, Romania, Spagna, Svizzera, Cuba, Tunisia.
«L'impegno che da anni poniamo nella ricerca e nell'innovazione di qualità sta iniziando a fruttare - osserva Pozza -. La strada della riduzione del prezzo delocalizzando le aziende in paesi dove la manodopera costa meno non è l'unica strada per uscire dalla crisi: le aziende che decidono di mantenere la produzione anche in zone disagiate investendo sulla qualità, possono riuscire a emergere. Lo stile, il gusto, il made in Italy sono inimitabili e questo all'estero ci permette di partire avvantaggiati».