AZIENDE COL SEGNO “PIÙ”. La piccola azienda di Recoaro realizzerà un parco giochi all’interno dello zoo di Tripoli
Pozza fa divertire Gheddafi
Dopo aver esportato i propri prodotti in Spagna e Slovenia ora arriva un’opportunità dalla Libia «Premiata la nostra qualità»
Marino Smiderle
RECOARO
I giochi di Pozza faranno divertire Gheddafi. O meglio, faranno la gioia dei bambini libici che avranno la fortuna di andare a visitare lo zoo di Tripoli. Sì, perché proprio questa ormai nota piccola azienda di Recoaro, leader nella produzione di attrezzature per parchi giochi e arredo urbano, ha ottenuto una commessa per la realizzazione chiavi in mano di questa struttura nella capitale.
Può essere che abbiano influito i buoni auspici del premier Silvio Berlusconi, che qualche mese fa è andato a Tripoli a far visita al rais e a raccomandare le imprese italiane in vista dei tanti lavori che ha in mente di fare la Libia. Ma è più probabile che abbia inciso la fame che Pozza si è fatto in giro per il mondo, e non solo in Italia. «Quella di Tripoli - spiega Dario Pozza, contitolare dell'azienda - è un'importante realizzazione che comprende la fornitura di alcune attrezzature innovative adatte all'utilizzo da parte di bambini diversamente abili. Il fatto che siano stati preferiti i nostri prodotti e non quelli dei nostri competitor europei e americani ci riempie di soddisfazione e orgoglio».
Fondata nel 1950 da Dario Pozza, che dette veste d'impresa ad un'attività avviata a metà Ottocento dal nonno Ermenegildo come piccola falegnameria, la ditta cominciò a produrre scivoli, altalene e piccole giostre, creandosi col tempo un mercato e un nome di prestigio. Oggi l'azienda è alla quinta generazione, gestita da un altro Dario Pozza, nipote del fondatore, e dal fratello Franco, ha una dozzina di addetti e un fatturato che supera i due milioni di euro.
«Io dico sempre che non s’improvvisa niente - ricorda Pozza - e ricordo come la prima giostra a molla, quella che adesso si vede in tutti i parchi giochi, venne inventata da mio padre Piergiulio a metà anni 60. Avere delle radici solide, avere un’esperienza sono caratteristiche fondamentali per competere con successo».
Da sempre attenta alle politiche ambientali, l'azienda è stata tra le prime aziende produttrici di giochi a ottenere le certificazioni Fsc e Pefc (utilizzo di legname proveniente da foreste coltivate in maniera ecosostenibile). Piccolo dettaglio energetico: fin dal 1938 l'attività della famiglia Pozza consente di autoprodurre energia idroelettrica grazie a una centrale di proprietà.
In Italia l'azienda recoarese sta realizzando i nuovi parchi del Centro tutela specie minacciate di Verona e sette aree gioco del progetto Case per i terremotati dell'Aquila. All'estero, le realizzazione della Pozza si possono trovare in Austria, Slovenia, Croazia, Romania, Spagna, Svizzera, Cuba, Tunisia.
«L'impegno che da anni poniamo nella ricerca e nell'innovazione di qualità sta iniziando a fruttare - osserva Pozza -. La strada della riduzione del prezzo delocalizzando le aziende in paesi dove la manodopera costa meno non è l'unica strada per uscire dalla crisi: le aziende che decidono di mantenere la produzione anche in zone disagiate investendo sulla qualità, possono riuscire a emergere. Lo stile, il gusto, il made in Italy sono inimitabili e questo all'estero ci permette di partire avvantaggiati».

