INTERNAZIONALIZZAZIONE. Dal monitor di Intesa Sanpaolo arrivano dati incoraggianti per tessile, concia e meccanica
L´export dà smalto ai distretti
Realtà vicentine col segno “più” Corrado: «Ma le statistiche legate al comparto dell´oreficeria vanno depurate dai tanti “compro oro”»
Marino Smiderle
VICENZA
I distretti saranno magari passati un po´ di moda ma continuano a essere delle macchina da guerra in materia di export. Nonostante la crescita si sia un po´ rallentata rispetto alla prima parte del 2011, il tradizionale monitor approntato dal Servizio studi e ricerche di Intesa Sanpaolo segnala comunque un terzo trimestre chiuso con un +7,7 per cento a livello del Triveneto, che sale all´11,4 per cento se si considerano i primi nove mesi dell´anno.
VICENZA. Tra i 34 distretti del Triveneto analizzati dal monitor, quelli vicentini (vedi grafico), escluso il piccolo comparto della ceramica bassanese, godrebbero di ottima salute. Il condizionale s´impone perché nell´ultima rilevazione congiunturale effettuata da Confindustria Vicenza molti di questi segni “più” erano in realtà stati derubricati con un poco incoraggiante “meno”. Comunque, stando a Intesa Sanpaolo il distretto della concia di Arzignano archivia il terzo trimestre con un export in aumento dell´11,7 per cento (17 per cento nei nove mesi), quello del tessile e abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno fa rispettivamente +5 e +6,2 per cento, quello dell´oreficeria +13,1 e +11,5 per cento, quello delle materie plastiche +6,1 e +13,1 per cento, quello della meccanica strumentale (top dei top) +26,8 e +37 per cento. Unico distretto in difficoltà è quel che rimane del nucleo di imprese legate alla ceramica artistica di Bassano, che segnalano un calo rispettivamente del 3,9 e del 4,7 per cento. Dati che confermano il fatto che se un´azienda non esporta oggi ha grosse difficoltà a resistere.
OREFICERIA. Ma come, gli orafi vicentini si lamentano di una situazione insostenibile e dai monitor dei distretti emerge che invece il settore galoppa? A chi bisogna credere? «Tecnicamente le statistiche raccolte non fanno una grinza - commenta Giuseppe Corrado, presidente degli orafi di Confindustria Vicenza - praticamente quelle cifre portano a una considerazione distorta del distretto. Al di là dell´effetto dei prezzi della materia prima, quel che rende equivoci questi darti è l´effetto dell´attività delle tante agenzie di "Compro oro" fiorite in zona. Tutto l´oro acquistato da queste agenzie viene poi girato in Svizzera per l´affinazione e, pur essendo di fatto un´esportazione, è evidente che non può essere considerata un´attività tipica del distretto industriale vicentino».
MERCATI. «A livello di sbocchi commerciali - si legge nella nota di intesa Sanpaolo - è ulteriormente cresciuta la propensione a esportare nei “nuovi”mercati ad alto potenziale, dove i distretti tradizionali, pur rallentando, hanno registrato un aumento dell´export del 9,8% tendenziale». Anche se «il maggiore contributo alla crescita dei distretti è comunque venuto dai tradizionali sbocchi commerciali, guidati da Germania (+9%), Francia (+8,2%) e Stati Uniti (+8,4%)». Con la Russia al secondo posto assoluto.
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