ABI. Sabato in Fiera a Vicenza la seconda tappa del “Road-show”
«Il rischio-Paese
fa pagare il conto
a tutte le banche»
Piva: «Le imprese avanzano preoccupazioni serie ma in Italia gli impieghi sono sempre aumentati»
Marino Smiderle
VICENZA
Il pianeta banca atterra a Vicenza. Una base sicura, forse la più sicura in Italia, per chi eroga credito e raccoglie risparmio. «È davvero un fatto positivo - attacca Amedeo Piva, presidente della commissione regionale dell´Abi - portare una tappa del road show dell´Associazione bancaria italiana proprio in questa città che rappresenta, non solo geograficamente, il cuore del Veneto che innova e che sa conquistare i mercati esteri».
LEHMAN. Già, sabato 28 gennaio (vedi programma nella colonna a fianco) in Fiera a Vicenza i rappresentanti del mondo bancario si confronteranno con imprenditori e istituzioni sulla delicata situazione congiunturale che, tra abbozzi di ripresa e nuovi ruzzoloni, dura dal settembre 2008, da quando cioè proprio dal pianeta degli istituti di credito, per la precisione da quelli americani (crac Lehman Brothers), iniziò la lunga notte di una recessione di cui si fa ancora fatica a intravedere la fine.
OTTIMISMO. «In questi ultimi giorni - osserva Piva - qualche segnale di ottimismo si comincia a percepirlo. Lo spread tra Btp e Bund sembra aver imboccato la strada della diminuzione e l´esito dell´aumento di capitale di Unicredit è un´iniezione di fiducia in tutto il sistema creditizio nazionale. Ma non è certo il caso di pensare che l´emergenza sia finita».
IMPRENDITORI. Lo sanno bene gli imprenditori, che da diversi mesi sono alle prese con due problemi: il primo è quello di ricevere il credito dalle banche; il secondo, nella fortunata ipotesi di avere ottenuto il fido, è quello di dover affrontare costi elevatissimi. «Gli imprenditori evidenziano problemi seri - ammette Piva - ma occorre anche ricordare che le banche italiane, nel momento più caldo della crisi, non hanno chiesto un centesimo al contribuente, non hanno avuto bisogno di essere salvate come invece è accaduto altrove. Segno di una solidità del sistema che, peraltro, è testimoniata dal continuo confronto e dalla collaborazione che non è mai mancata nel rapporto banca-impresa. Poi, è chiaro che noi stiamo pagando un conto salato per il solo fatto di essere parte del sistema Italia».
AGENZIE DI RATING. E si arriva al punto dolente, e contestato, del ruolo esercitato dalle agenzie di rating che, bocciando il Paese ora retrocesso in serie B, mettono nei guai tutte le realtà che in questo Paese operano. «Molti hanno stigmatizzato l´operato di queste agenzie - lamenta Piva - e lo stesso Draghi avverte l´esigenza di creare un´agenzia di rating europea. Mi pare che l´Italia stia pagando un prezzo troppo alto per questi giudizi troppo severi».
EBA. E se ci aggiungiamo i parametri severi imposti dall´Eba, l´autorità bancaria europea, alla capitalizzazione degli istituti, si capisce perché il rischio di stretta sul credito sia qualcosa di tremendamente simile a una conseguenza matematica. «Ma in Italia gli impieghi sono sempre cresciuti - conclude Piva - e nel sistema del credito cooperativo la crescita nel 2011 è stata di 5 miliardi. Certo, il sistema delle Bcc, anche a Nord Est si sta riorganizzando con aggregazioni. Ma il ruolo resta quello».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento